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	<title>The Open Spring &#187; linux</title>
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	<description>Fatti non foste a viver come bruti, ma a perseguir virtute e conoscenza</description>
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		<title>Adobe AIR su Ubuntu: proviamola con un paio di click</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome Incredibile: neanche il tempo di maledire un po&#8217; la Adobe che questi si mettono a lavoro e mi tirano fuori una versione alpha della loro nuova piattaforma per le cosiddette Rich Internet Applications. &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/adobe-air-ubuntu">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twhirl-shot.jpg"><img class="foto" title="Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twhirl-shot.jpg" alt="Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome" /></a></p>
<p class="credits">Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome</p>
<p>Incredibile: neanche il tempo di maledire un po&#8217; la Adobe che questi si mettono a lavoro e mi tirano fuori una versione alpha della loro nuova piattaforma per le cosiddette Rich Internet Applications.<br />
Aspettate prima di insultarmi, meglio se vi racconto tutto dall&#8217;inizio&#8230;</p>
<p><span>Dopo essermi lasciato contagiare dalla twittermania, cercavo una applicazione desktop discreta (a.k.a. leggera e non troppo invadente) da mettere sul PC che uso a lavoro per seguire twitter senza dover tenere il browser sempre aperto (capisc&#8217; a mmè) e la mia scelta è finita su <a title="twhirl - a twitter client" href="http://www.twhirl.org/" target="_blank">twhirl</a>: un client basato sulla piattaforma <a title="AIR for Linux:FAQ" href="http://labs.adobe.com/wiki/index.php/AIR_for_Linux:FAQ" target="_blank">AIR di Adobe</a>.</span><span id="more-94"></span></p>
<h4><span>Cos&#8217;è Adobe AIR?</span></h4>
<p><span>Avevo già sentito parlare di AIR, se dovessi spiegare cos&#8217;è al mio salumiere gli direi che è un programma che permette di far funzionare sul desktop, indipendentemente dal sistema operativo, altri programmi fatti usando linguaggi e tecnologie proprie del web.<br />
Dubito che il mio salumiere capisca cosa vuol dire, ma non sono riuscito a trovare una definizione più semplice di così, spero comunque di aver reso l&#8217;idea. :)</span></p>
<p><span>Per certi versi AIR è simile alla piattaforma Java, ma mentre quest&#8217;ultima utilizza un linguaggio tutto suo, AIR si preoccupa solo di fornire alle applicazioni le tecnologie necessarie, già presenti nel sistema operativo (XHTML, CSS, Javascript, Flash&#8230;).<br />
Potete immaginare l&#8217;enorme vantaggio in prestazioni che si può ottenere!</span></p>
<p><span>Peccato che la prima volta in cui sono andato a curiosare nel sito della Adobe non si parlava ancora di una versione per Linux, ed ho pensato che avessero deliberatamente deciso di non supportarlo (cosa del tutto plausibile).</span></p>
<p><span><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit1.jpg"><img class="foto" title="Commento su twitter del 10/4" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit1.jpg" alt="Commento su twitter del 10/4" width="500" height="107" /></a></span></p>
<h4><span>Piacevole sorpresa #1</span></h4>
<p><span>Quando ho iniziato ad usare twirl, è nata la necessità pratica di avere la stessa applicazione su due sistemi operativi differenti (casa e lavoro), dopo aver lanciato qualche maledizione gratuita alla Adobe, ho pensato bene di fare ricerche più approfondite (o meglio, di aggiornarmi un tantino) e così ho piacevolmente scoperto che in effetti il progetto di portare AIR anche su Linux c&#8217;era, ed ha anche delle scadenze che fanno ben sperare, nello specifico promettono di rilasciare una versione finale di AIR per Linux per la seconda metà del 2008.</span></p>
<h4><span>Piacevole sorpresa #2</span></h4>
<p><span><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit2.jpg"><img class="foto" title="Commento su twitter del 14/4" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit2.jpg" alt="Commento su twitter del 14/4" width="500" height="104" /></a></span></p>
<p><span>Non solo mi ha fatto piacere sapere che gli utenti Linux non sono stati lasciati in disparte per l&#8217;ennesima volta, ma andando a controllare <a title="AIR for Linux:FAQ" href="http://labs.adobe.com/wiki/index.php/AIR_for_Linux:FAQ" target="_blank">le FAQ riguardanti l&#8217;installazione</a>, si può leggere che viene ufficialmente supportata Ubuntu (dalla versione 6.06 in su) e già l&#8217;installer della alpha genera un pacchetto .deb facilmente gestibile con <strong>apt</strong> o <strong>Synaptic</strong>.<br />
Potremmo quindi installare, provare e rimuovere, senza correre il rischio di <em>sporcare</em> il sistema, e non solo, sia la piattaforma AIR che le applicazioni che la utilizzano vengono messe nella directory /opt dalla quale possono essere facilmente cancellate senza dover ravanare nelle directory di sistema.</span></p>
<h4><span>Ma come diavolo si installa?</span></h4>
<p><span>Che impazienti! La procedura è così semplice che se l&#8217;avessi scritta subito mi sarei bruciato il post!</span></p>
<ol>
<li><span>visitate la <a title="Pagina dei download di Adobe Labs" href="http://labs.adobe.com/downloads/air_linux.html">pagina dei download di Adobe Labs</a>, e scaricate l&#8217;ultima versione disponibile</span></li>
<li><span>rendete eseguibile il file .bin scaricato con<br />
<code>chmod +x adobeair_linux_a1_033108.bin</code></span></li>
<li><span>eseguite l&#8217;installer con i privilegi di amministratore<br />
<code>sudo -s<br />
./adobeair_linux_a1_033108.bin</code></span></li>
<li><span>al termine dell&#8217;installazione scaricate qualche <a title="Sample AIR applications" href="http://labs.adobe.com/technologies/air/samples/">applicazione di esempio</a> tra quelle proposte da Adobe Labs, oppure potete azzardare l&#8217;installazione di una qualsiasi altra applicazione AIR, tenendo comunque conto che la piattaforma è ancora una alpha e non supporta ancora tutte le funzioni disponibili per gli altri sistemi operativi.</span></li>
</ol>
<h4><span>Lo stato delle cose.</span></h4>
<p><span>Come detto all&#8217;inizio del post io ho fatto i miei test usando <a title="twhirl - a twitter client" href="http://www.twhirl.org/" target="_blank">twhirl</a>. L&#8217;applicazione in sè funziona, ma ci sono diversi problemi da sistemare prima di poter usare AIR nel quotidiano:<br />
non funzionano le tray icon, ci sono conflitti con gli effetti desktop, (il gestore finestre crasha e va riavviato o disattivato, rinunciando alle trasparenze), conflitti con o applet flash e chissà cos&#8217;altro.</span></p>
<p>Se vi va di provarlo anche voi, non dimenticate di segnalare cosa scovate <a href="http://www.adobe.com/cfusion/webforums/forum/categories.cfm?forumid=72&#38;catid=677&#38;entercat=y" target="_blank">sul forum della Adobe</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Virtualizzare su Ubuntu Gutsy (e Feisty) con  Qemu + Kqemu: guida riveduta e corretta.</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 15:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[feisty]]></category>
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		<category><![CDATA[tutorial]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi ha già provato ad installare Qemu con Kqemu in Ubuntu Gutsy si sarà accorto che la procedura è fondamentalmente la stessa che si usava per Feisty. Ma la mia vecchia guida, ha decisamente bisogno di una revisione. Grazie ai &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="foto" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/11/primoriavvio.jpg" alt="Schermata di Qemu" width="460" /></p>
<p>Chi ha già provato ad installare Qemu con Kqemu in Ubuntu Gutsy si sarà accorto che la procedura è fondamentalmente la stessa che si usava per Feisty.<br />
Ma la mia vecchia guida, ha decisamente bisogno di una revisione.<br />
Grazie ai vostri commenti ho già avuto modo di estenderla, e sarei felice di poterla rendere ancora migliore.<br />
<span id="more-76"></span></p>
<h3>Indice</h3>
<ol class="toc">
<li><a href="#cap1">Passi preliminari</a></li>
<li><a href="#cap2">Installazione di Qemu + Kqemu</a></li>
<li><a href="#cap3">Prova su strada</a></li>
<li><a href="#cap4">Problemi frequenti</a>
<ol>
<li><a href="#cap4-1">Could not open &#8216;/dev/kqemu&#8217;&#8230;</a></li>
<li><a href="#cap4-2">You do not have enough space in &#8216;/dev/shm&#8217;&#8230;</a></li>
<li><a href="#cap4-3">Problemi di accesso in scrittura</a></li>
</ol>
</li>
<li><a href="#cap5">Tips &#38; Tricks</a>
<ol>
<li><a href="#cap5-1">Caricare il modulo kqemu all’avvio del sistema.</a></li>
<li><a href="#cap5-2">Impostazione della dimensione di /dev/shm all&#8217;avvio</a></li>
</ol>
</li>
<li><a href="#cap6">Front-end Grafici</a>
<ol>
<li><a href="#cap6-1">Qemu Launcher</a></li>
<li><a href="#cap6-2">Qemuctl</a></li>
<li><a href="#cap6-3">Qemulator</a></li>
</ol>
</li>
</ol>
<h3 id="cap1">1. Passi preliminari</h3>
<p>Prima di iniziare ad installare il necessario è opportuno controllare se l&#8217;hardware di cui disponiamo supporta la Kernel Virtualization.<br />
<code>grep -E '^flags.*(vmx&#124;svm)' /proc/cpuinfo</code><br />
Se ricevete in risposta un output tipo questo<br />
<code>flags           : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic sep mtrr pge mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm<br />
flags           : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic sep mtrr pge mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm<br />
</code><br />
vuol dire che il vostro processore supporta l&#8217;accelerazione diretta delle <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.<br />
E&#8217; quindi in grado di usare, oltre al metodo qui descritto, <strong>kvm</strong> come acceleratore, ampiamente trattato nel <a href="https://help.ubuntu.com/community/KVM">wiki di ubuntu</a>.</p>
<h3 id="cap2">2. Installazione di Qemu + Kqemu</h3>
<p>Qemu (versione 0.9) si trova comodamente nei repository di Ubuntu ed è il programma principale.<br />
Kqemu invece è un modulo del kernel per accelerare le <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.<br />
Quest&#8217;ultimo va compilato ed installato, per questo ricorriamo all’aiuto di <strong>module-assistant</strong>.</p>
<p>Installiamo i pacchetti necessari:<br />
<code>sudo apt-get install qemu kqemu-source module-assistant</code><br />
Compiliamo <strong>kqemu</strong>:<br />
<code>sudo module-assistant prepare<br />
sudo module-assistant auto-install kqemu</code><br />
Ora dobbiamo istruire udev per creare il nodo /dev/kqemu al caricamento di kqemu, perciò creiamo il file /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules:<br />
<code>sudo nano /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules</code><br />
scriviamo questa riga:<br />
<code>KERNEL=="kqemu", NAME="%k", MODE="0660", GROUP="kqemu"</code><br />
Salviamo e chiudiamo il file, poi  modifichiamo il file /etc/modprobe.d/kqemu<br />
<code>sudo nano /etc/modprobe.d/kqemu</code><br />
in modo che contenga questa riga:<br />
<code>options kqemu major=0</code><br />
di solito trovate quel valore impostato a 250 e si tratterà solo di cambiare quello.</p>
<p>Rendiamo ora <strong>kqemu</strong> utilizzabile dai normali utenti del sistema<br />
<code>sudo addgroup --system kqemu<br />
sudo adduser $USER kqemu</code><br />
Con questi due comandi abbiamo creato un gruppo chiamato kqemu e inserito l’utente col quale siamo loggati nel gruppo.<br />
Se voleste aggiungere altri utenti al gruppo kqemu basta sostituire a $USER lo username dell’ utente che vogliamo.</p>
<p>E&#8217; ora necessario aggiornare le variabili d’ambiente, il modo più semplice è terminare la sessione e rifare il login.</p>
<h3 id="cap3">3. Prova su strada</h3>
<p>Proviamo a caricare manualmente il modulo del kernel kqemu, più avanti spiegherò anche come <a href="#cap5-1">caricare kqemu all&#8217;avvio del sistema</a>.<br />
<code>sudo modprobe kqemu</code><br />
Se non riceviamo messaggi d’errore è perchè non ci sono stati problemi quindi possiamo procedere all’avvio vero e proprio di qemu.</p>
<p>Complimenti! Ora il vostro PC è pronto ad ospitarne un altro.</p>
<p>In questo esempio installeremo Windows XP, che richiede minimo 2Gb di spazio, su un hard disk virtuale di 5Gb.<br />
Creazione dell&#8217;immagine disco virtuale:<br />
<code>qemu-img create -f qcow winxp.img 5G</code><br />
Inseriamo il CD di installazione di Windows e avviamo la nuova <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym><br />
<code>qemu -localtime -cdrom /dev/cdrom -m 384 -boot d winxp.img</code><br />
E’ possibile utilizzare anche solo l’immagine ISO del CD di installazione, avviando la macchina virtuale con<br />
<code>qemu -localtime -cdrom /percorso/alla/iso/nomefile.iso -m 384 -boot d winxp.img</code><br />
ovviamente sostituendo “/percorso/alla/iso/nomefile.iso” con il percorso e il nome che fanno al caso nostro.</p>
<p>A volte può succedere che il sistema di installazione di Windows XP si blocchi. Se vedete che passa troppo tempo senza che l’installazione sembri andare avanti provate a riavviare la <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>, l’installazione riprenderà dal punto in cui era arrivata. Nel mio caso comunque ha proceduto come se fosse su un PC reale.</p>
<h3 id="cap4">4. Problemi frequenti</h3>
<h4 id="cap4-1">4.1 Could not open &#8216;/dev/kqemu&#8217;&#8230;</h4>
<p>		Se all&#8217;avvio della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> dovessimo ricevere questo messaggio d’errore<br />
		<code>Could not open '/dev/kqemu' - QEMU acceleration layer not activated</code><br />
		E&#8217; probabile che l&#8217;utente corrente non appartiene al gruppo kqemu, da terminale diamo il comando<br />
		<code>groups</code><br />
		e controlliamo l&#8217;output: tra i vari gruppi a cui siamo associati deve esserci <strong>kqemu</strong>, in caso contrario<br />
		<code>sudo addgroup --system kqemu<br />
		sudo adduser $USER kqemu</code></p>
<h4 id="cap4-2">4.2 You do not have enough space in &#8216;/dev/shm&#8217;&#8230;</h4>
<p>		Altro <em>errore</em> più che frequente:<br />
		<code>You do not have enough space in '/dev/shm' for the 384 MB of QEMU virtual RAM.<br />
		To have more space available provided you have enough RAM and swap, do as root:<br />
		umount /dev/shm<br />
		mount -t tmpfs -o size=400m none /dev/shm<br />
		Or disable the accelerator module with -no-kqemu</code><br />
		In questo caso seguendo il suggerimento del modulo kqemu:<br />
		<code>umount /dev/shm<br />
		mount -t tmpfs -o size=400m none /dev/shm</code><br />
		In generale la dimensione di tmpfs deve essere uguale alla memoria della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> + 16 Mb<br />
		Se necessario, possiamo <a href="#cap5-2">modificare la dimensione predefinita di /dev/shm</a></p>
<h4 id="cap4-3">4.3 Problemi di accesso in scrittura</h4>
<p>		In caso di problemi di accesso in scrittura all’immagine della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>, assicuriamoci che tale file abbia i permessi adatti e appartenga anche al gruppo kqemu.<br />
		<code>chmod 660 winxp.img<br />
		sudo chown $USER:kqemu winxp.img</code></p>
<h3 id="cap5">5. Tips &#38; Tricks</h3>
<h4 id="cap5-1">5.1 Caricare il modulo kqemu all’avvio del sistema.</h4>
<p>Apriamo il file /etc/modules<br />
<code>sudo nano /etc/modules</code><br />
aggiugiamo al fondo<br />
<code>kqemu</code></p>
<h4 id="cap5-2">5.2 Impostazione della dimensione di /dev/shm all&#8217;avvio.</h4>
<p>Ad ogni avvio di sistema, /dev/shm viene reimpostato al valore di default.<br />
Nella vecchia guida consigliavo di aggiungere la nuova dimensione sul file /etc/fstab, ma questo mi causava sporadicamente qualche problemino durante l&#8217;arresto del sistema così ho trovato un modo più corretto.</p>
<p>Possiamo invece stabilire un valore per la dimensione massima di /dev/shm in modo che kqemu utilizzi solo quella che gli serve.<br />
<strong>Calcolatrice</strong> alla mano, apriamo il file /etc/default/tmpfs<br />
<code>sudo nano /etc/default/tmpfs</code><br />
troviamo una riga con scritto<br />
<code>SHM_SIZE=VALORE</code><br />
VALORE, espresso in bytes, deve essere pari alla memoria della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> + 16 Mb<br />
(è più difficile a dirsi che a farsi&#8230; proviamo con una formuletta!)<br />
1 Mb = 1024 * 1024 bytes = 1048576 bytes, quindi<br />
VALORE = (MEMORIA + 16) * 1048576<br />
ad esempio se volessi assegnare 512Mb alla macchina virtuale avrei<br />
512 + 16 = 528Mb<br />
528 * 1048576 = 553648128 byte</p>
<p class="warning">In altre distro questa variabile potrebbe essere impostata altrove, ad esempio in Suse è nel file /etc/sysconfig/kernel, quindi se non state usando Ubuntu questo metodo potrebbe non funzionare.</p>
<h3 id="cap6">6. Front-end Grafici</h3>
<p>Esistono fondamentalmente 3 programmi che possono renderci più <em>comodo</em> l&#8217;uso di Qemu</p>
<h4 id="cap6-1">6.1 Qemu Launcher</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemu-launcher</code></p>
<h4 id="cap6-2">6.2 Qemuctl</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemuctl</code></p>
<h4 id="cap6-3">6.3 Qemulator</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemulator</code></p>
<p>Personalmente preferisco i primi due:<br />
Qemu Launcher, serve semplicemente a creare o avviare le macchine virtuali, mentre qemuctl è un menu che ci permette di controllare la <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> durante l&#8217;esecuzione.<br />
Con quemuctl, possiamo ad esempio connettere nuove periferiche, salvare lo stato della macchina, smontare e montare CD-ROM etc.<br />
Tutte cose che, normalmente, dovremmo fare dalla console di Qemu alla quale si accede con la combinazione di tasti <strong>Ctrl + Alt + 2</strong><br />
Qemulator è graficamente più piacevole ed include alcune funzioni di qemuctl, ma è ancora poco stabile, necessita di rimanere avviato in background, e a volte rallenta l&#8217;esecuzione della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.</p>
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		<title>Tutto (o quasi) su linux, 68 e-book da scaricare gratis</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/tutto-o-quasi-su-linux-68-e-book-da-scaricare-gratis</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 17:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[life]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[learning]]></category>
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		<description><![CDATA[Rispolveriamo l&#8217;inglese, ragazzi. Se avete seriamente intenzione di imparare in modo approfondito gli aspetti più interessanti del vostro sistema operativo, esiste in rete un&#8217;immensa quantità di materiale da leggere o scaricare. LinuxHaxor.net ha raccolto e messo insieme una lista di &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/tutto-o-quasi-su-linux-68-e-book-da-scaricare-gratis">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispolveriamo l&#8217;inglese, ragazzi.</p>
<p>Se avete seriamente intenzione di imparare in modo approfondito gli aspetti più interessanti del vostro sistema operativo, esiste in rete un&#8217;immensa quantità di materiale da leggere o scaricare.<span id="more-65"></span></p>
<p>LinuxHaxor.net ha raccolto e messo insieme una lista di 68 e-book gratuiti scaricabili in rete che trattano i più svariati argomenti, dalla semplice guida all&#8217;installazione per principianti a come programmare il kernel.</p>
<p>Ora non avete più scuse per dire che non avete fatto i compiti :P</p>
<p><a href="http://www.linuxhaxor.net/2007/09/05/68-linux-related-free-e-books/" title="Permanent Link: 68 Linux Related Free E-books">68 Linux Related Free E-book </a> (da LinuxHaxor.net)</p>
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		<item>
		<title>Gutsy Gibbon, che fine hanno fatto le TTY?</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/gutsy-gibbon-che-fine-hanno-fatto-le-tty</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 17:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
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		<category><![CDATA[terminale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai sono rimasti in pochi (o no?) ad utilizzare i terminali virtuali, e nella maggior parte dei casi si utilizzano in casi estremamente particolari, ma dopo l&#8217;aggiornamento ad Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, per chi utilizza (fuori dal server X) una &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/gutsy-gibbon-che-fine-hanno-fatto-le-tty">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai sono rimasti in pochi (o no?) ad utilizzare i terminali virtuali, e nella maggior parte dei casi si utilizzano in casi estremamente particolari, ma dopo l&#8217;aggiornamento ad Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon, per chi utilizza (fuori dal server X) una risoluzione video diversa da quella predefinita, ci si è trovati davanti a dei terminali che (seppur funzionanti), risultavano invisibili.</p>
<p>Ma esiste una soluzione ed io l&#8217;ho trovata&#8230;<br />
<span id="more-64"></span>Giusto per capirci, i cosiddetti <em>terminali virtuali</em>, sono quelle console che si aprono (se utilizzate un ambiente desktop) con le combinazioni Ctrl + Alt + F1&#8230;F6.</p>
<p>Sono chiamati così perché anche se girano fisicamente tutti sulla stessa macchina, sono indipendenti ognuno dall&#8217;altro, come se avessimo tanti terminali connessi al nostro PC, per cui per ognuno è necessario effettuare un diverso login.</p>
<p>Infine abbiamo il settimo terminale (Ctrl + Alt + F7) che è quello a cui è connesso il famosissimo <a title="Wikipedia - X.Org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/X.Org" target="_blank">X</a> e che di fatto è quello che utilizziamo (spesso senza saperlo) per far funzionare il nostro <acronym title="Desktop Enviroment">DE</acronym> preferito.</p>
<p>Tutti quelli che utilizzano una versione server di Ubuntu oppure coloro che per abitudine vogliono controllare le operazioni effettuate durante l&#8217;avvio del sistema, è penalizzante essere costretti ad utilizzare una risoluzione bassissima (640&#215;480 con caratteri 8&#215;16) che tra le altre cose è anche piuttosto <em>bruttina</em> da vedere.</p>
<h3>E allora come fare?</h3>
<p class="warning">Le operazioni che seguiranno sono molto delicate in quanto modificheremo il comportamento del sistema in fase di boot. Inutile dire che errori in questo caso potrebbero rendere il sistema inutilizzabile pertanto assicuratevi che i vostri dati siano al sicuro e di avere un CD live di Ubuntu. In caso di problemi io sono comunque a vostra disposizione</p>
<p>Per questa guida ho utilizzato l&#8217;editor di testi <a title="Homepage di Nano" href="http://www.nano-editor.org/" target="_blank">nano</a>, se non vi ci trovate bene, vi sta antipatico o non sapete usarlo e ne preferite un altro (chessò <strong>vi</strong>, <strong>emacs</strong> o <strong>gedit</strong>), vi basterà sostituire all&#8217;occorenza <strong>nano</strong> con ciò che preferite. E ora andiamo a sporcarci le mani.</p>
<h3>1. Togliamo il nostro modulo per il framebuffer dalla blacklist</h3>
<p><code>sudo vi /etc/modprobe.d/blacklist-framebuffer</code><br />
Dovreste vedere una cosa tipo questa<br />
<code># Framebuffer drivers are generally buggy and poorly-supported, and cause<br />
# suspend failures, kernel panics and general mayhem.  For this reason we<br />
# never load them automatically.<br />
blacklist aty128fb<br />
blacklist atyfb<br />
blacklist radeonfb<br />
blacklist cirrusfb<br />
...<br />
blacklist nvidiafb<br />
...<br />
blacklist vesafb<br />
blacklist vfb<br />
blacklist vga16fb<br />
</code><br />
Come potete leggere dalle prime righe di questo file sono stati esclusi tutti i moduli per il supporto al framebuffer onde evitare bug.<br />
Cercate il driver relativo alla vostra scheda video e commentate la riga relativa aggiungendo un #, lo si intuisce facilmente dal nome (quale sarà quello per una ATI Radeon? :P), potete tranquillamente scegliere <strong>vesafb</strong> o (nel caso non dovesse funzionare <strong>vga16fb</strong>) che sono driver generici, tanto avere il supporto al 3d o a chissà quali mirabolanti features è assolutamente inutile per un terminale di testo.</p>
<p>Se avete una scheda video Nvidia il discorso si complica leggermente:</p>
<ul>
<li>Controllate se state utilizzando un driver proprietario o opensource<br />
<code>cat /etc/X11/xorg.conf &#124; grep Driver</code><br />
Il risultato sarà più o meno così<br />
<code> Driver          "kbd"<br />
Driver          "mouse"<br />
Driver          "wacom"<br />
Driver          "wacom"<br />
Driver          "wacom"<br />
Driver          "nvidia"<br />
Driver          "nvidia"</code></li>
<li>se tra le ultime righe compare <strong>nvidia</strong>, state usando i driver proprietari (come me), quindi commentate <strong>vesafb</strong></li>
<li><strong>nvidiafb</strong> si usa nel caso stiate utilizzando i driver opensource (<strong>nv</strong>)</li>
</ul>
<p>Salviamo e chiudiamo il file.</p>
<h3>2. Aggiungiamo i moduli necessari tra quelli caricati all&#8217;avvio</h3>
<p>Altro file di configurazione da modificare.</p>
<p><code>sudo nano /etc/initramfs-tools/modules</code></p>
<p>Aggiungiamo alla fine, uno per riga i moduli fbcon e quello decommentato pocanzi. Nel mio caso ottengo<br />
<code># List of modules that you want to include in your initramfs.<br />
#<br />
# Syntax:  module_name [args ...]<br />
#<br />
# You must run update-initramfs(8) to effect this change.<br />
#<br />
# Examples:<br />
#<br />
# raid1<br />
# sd_mod<br />
fbcon<br />
vesafb</code></p>
<h3>3. Aggiorniamo lo script di avvio (il grande init)</h3>
<p>Niente dipiù facile grazie ad un&#8217;utility creata solo per questo<br />
<code>sudo update-initramfs -u -k all</code></p>
<h3>4. Modifichiamo la configurazione di Grub</h3>
<p>Se non lo abbiamo già fatto, ora possiamo scegliere la risoluzione che preferiamo durante l&#8217;avvio, modificando /boot/grub/menu.lst<br />
<code>sudo nano /boot/grub/menu.lst</code><br />
scorriamo il file fino queste righe<br />
<code>## additional options to use with the default boot option, but not with the<br />
## alternatives<br />
## e.g. defoptions=vga=791 resume=/dev/hda5<br />
# defoptions=vga=795 ro verbose nosplash locale=it_IT<br />
</code><br />
Senza decommentare niente, possiamo ora aggiungere le opzioni che ci interessano separate da spazi. Per saperne di più potete consultare il <a title="Grub, wiki di Ubuntu" href="http://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/Grub" target="_blank">wiki della comuinità di ubuntu</a>.</p>
<p>Nel mio caso ho  utilizzato le opzioni</p>
<ul>
<li><strong>vga=795</strong> per avere una risoluzione di 1280&#215;1024 @ 32bit</li>
<li><strong>ro</strong> per accedere al filesystem di avvio in sola lettura (non è obbligatorio, ma è buona norma farlo)</li>
<li><strong>verbose</strong> per visualizzare tutti i messaggi del sistema durante il boot</li>
<li><strong>nosplash</strong> disattiva l&#8217;uso di usplash (la barra di caricamento grafica di ubuntu) che volendo ha una sua seppur limitata modalità verbose se lo preferite</li>
<li><strong>l</strong><strong>ocale=it_IT</strong> imposta la localizzazione del sistema in modo da avere (quando possibile) i messaggi in italiano anche durante il boot</li>
</ul>
<p>Salviamo, chiudiamo ed infine aggiorniamo grub:<br />
<code>sudo update-grub</code></p>
<p>Controlliamo che non ci abbia dato errori prima di riavviare. Al prossimo riavvio potremo verificare che tutti i cambiamenti abbiano avuto l&#8217;effetto sperato.</p>
<p>per vostra comodità aggiungo infine una piccola tabella con elencate tutte le risoluzioni video e i relativi valori da aggiungere all&#8217;opzione vga= . Potete indifferentemente mettere il valore decimale o esadecimale (0x&#8230;)</p>
<table border="1">
<tbody>
<tr>

<td>640&#215;480</td>
<td>800&#215;600</td>
<td>1024&#215;768</td>
<td>1280&#215;1024</td>
</tr>
<tr>
<td>8bit</td>
<td>769 (0&#215;301)</td>
<td>771 (0&#215;303)</td>
<td>773 (0&#215;305)</td>
<td>775 (0&#215;307)</td>
</tr>
<tr>
<td>16bit</td>
<td>784 (0&#215;310)</td>
<td>787 (0&#215;313)</td>
<td>790 (0&#215;316)</td>
<td>793 (0&#215;319)</td>
</tr>
<tr>
<td>24bit</td>
<td>785 (0&#215;311)</td>
<td>787 (0&#215;314)</td>
<td>790 (0&#215;317)</td>
<td>793 (0x31A)</td>
</tr>
<tr>
<td>32bit</td>
<td>786 (0&#215;312)</td>
<td>789 (0&#215;315)</td>
<td>792 (0&#215;318</td>
<td>795 (0x31B)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mail Notification: voglio il supporto ad SSL!</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 18:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[compilare]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[mail-notification]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl/</guid>
		<description><![CDATA[Non so per quale strano motivo, ma il pacchetto di Mail Notification presente nei repository di Ubuntu 7.10 è stato compilato senza supporto al protocollo SSL. Alzino la mano tutti quelli, come me, che utilizzano questo pacchetto e che magari &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/30/mail-notification_shot.png" title="Mail Notification"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/30/mail-notification_shot.png" alt="Mail Notification" /></p>
<p></a>Non so per quale strano motivo, ma il pacchetto di Mail Notification presente nei repository di Ubuntu 7.10 è stato compilato senza supporto al protocollo SSL.</p>
<p>Alzino la mano tutti quelli, come me, che utilizzano questo pacchetto e che magari hanno delle caselle di posta (tipo quella di Poste Italiane) che utilizza questo protocollo (ottimo tra l&#8217;altro, visto che consente la comunicazione criptata).</p>
<p>Ma non c&#8217;è da preoccuparsi, ci basterà seguire pochi semplici passi per ricompilare l&#8217;applicazione con i parametri &#8220;giusti&#8221; e riavere tutte le funzionalità di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>E&#8217; solo uno dei tanti vantaggi di usare Linux :)</p>
<p><span id="more-62"></span></p>
<h3>1. Installare gli strumenti per la compilazione</h3>
<p>Semplice come aprire un terminale e digitare<br />
<code>sudo apt-get install devscripts dh-make make build-essential fakeroot</code></p>
<p>Consiglio anche di creare una cartella /temp nella propria /home e posizionarci all&#8217;interno<br />
<code>mkdir  ~/temp<br />
cd  ~/temp</code></p>
<h3>2. Installare il sorgente e le dipendenze per mail-notification</h3>
<p>Prima di procedere assicuriamoci di aver abilitato i repository dei sorgenti.</p>
<p>Nel menu di Gnome andiamo in <em>Sistema -&gt; Amministrazione -&gt; Sorgenti Software</em> e abilitiamo la casella di controllo <em>Codice Sorgente. </em>Oppure possiamo aprire <em>/etc/apt/sources.list</em> e decommentare quelle righe che iniziano con <em>deb-src.</em></p>
<p>Infine torniamo al terminale e scarichiamo i sorgenti (dovrebbero andare a finire nella famosa /temp)<br />
<code>apt-get source mail-notification</code><br />
Occhio ad <em>apt</em> che per i sorgenti <strong>non</strong> viene utilizzato con <em>sudo</em>. Ora scarichiamo le dipendenze per la compilazione<br />
<code>sudo apt-get build-dep mail-notification</code><br />
e la libreria libssl-dev che non è compresa nelle dipendenze di compilazione, proprio perchè consente di attivare il supporto ad SSL<br />
<code>sudo apt-get install libssl-dev</code></p>
<h3>3. Modificare le regole di compilazione</h3>
<p>Entriamo nella directory dei sorgenti<br />
<code>cd mail-notification-4.1.dfsg.1</code></p>
<p>Modifichiamo le regole di compilazione<br />
<code>gedit debian/rules</code></p>
<p>Cerchiamo nel file la stringa &#8211;disable-ssl (dovrebbe trovarsi nella linea 11) ed eliminiamola, salviamo e ritorniamo al terminale.</p>
<h3>4. Ricompilare i sorgenti</h3>
<p>Dovremmo ora trovarci nella directory ~/temp/mail-notification-4.1.dfsg.1. Se così non fosse facciamo in modo di posizionarci lì con il terminale e avviamo la compilazione<br />
<code>dpkg-buildpackage -rfakeroot</code></p>
<h3>5. Sostituire il file binario vecchio con quello appena compilato</h3>
<p>Ora facciamo una cosa un po&#8217; sporca :P non installiamo regolarmente il pacchetto appena compilato, ma sovrascriviamo semplicemente il binario vecchio con quello nuovo<br />
<code>sudo cp debian/mail-notification/usr/bin/mail-notification /usr/bin/mail-notification</code></p>
<h4>Perchè?</h4>
<p>Questione di semplicità. In questo caso era possibile farlo e non è stato necessario andare a creare un intero pacchetto da capo con le varie difficoltà annesse (dipendenze, percorso di installazione, versione etc.).</p>
<p>Inoltre così facendo riceveremmo normalmente eventuali aggiornamenti e se per caso qualcosa fosse andato storto potremmo semplicemente reinstallare mail-notification dai repository per riaverlo come prima.</p>
<p>Spero di esservi stato utile&#8230; alla prossima!</p>
<p>Stay tuned!</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Web design con la mia Ubuntu</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 16:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/web-design-con-la-mia-ubuntu/</guid>
		<description><![CDATA[Non è un mistero (o forse non lo sarà più tra poco) che tra le mie passioni è fortemente presente quella per il webdesign. Come molti là fuori, ho imparato a masticare un po&#8217; di HTML utilizzando l&#8217;ottimo (ma non &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="foto" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/29/mockup.jpg" alt="mockup.jpg" /></p>
<p>Non è un mistero (o forse non lo sarà più tra poco) che tra le mie passioni è fortemente presente quella per il webdesign.<br />
Come molti là fuori, ho imparato a masticare un po&#8217; di HTML utilizzando l&#8217;ottimo (ma non troppo) Macromedia Dreamweaver MX.</p>
<p>Sicuramente per un web designer professionista prodotti come quello sono ottimi, presentano però un grosso difetto:<br />
provocano assuefazione! :P</p>
<p>Ci si abitua troppo facilmente a lavorare come il software impone, e il risultato è che appena ci si sposta su un altro software non si nota altro che la mancanza di questa o quella feature.<br />
Senza contare il fatto che molti millantano di essere professionisti e poi, dopo una rapida occhiata al codice noti un sacco di markup inutile, javascript che fanno cose da css, o altri obbrobri del genere.<br />
Ma queste cose nell&#8217;era del Web 2.0 sono superate&#8230; o no?</p>
<p>Il problema principale per chi, come me, produce siti web per passione (è un hobby che mi piace paragonare al modellismo o al bricolage) è <strong>il costo</strong> di un&#8217;applicazione del genere.<br />
Non voglio neanche prendere in considerazione l&#8217;idea di utilizzare software pirata:<br />
è una questione di principio, correttezza e coerenza.<br />
Se esiste un&#8217;alternativa libera e soprattutto opensource, non devo usare quel software.</p>
<p>Se troppa gente si ostina ad utilizzare certi software (sistemi operativi compresi) è proprio a causa della facilità con cui se ne possono reperire i crack, ma il risultato è di non essere più liberi di utilizzare il proprio PC come si desidera.</p>
<p>Ma torniamo a noi:<br />
Cosa mi serve per fare del buon web design?</p>
<blockquote><p>un editor di testo!</p></blockquote>
<p>direbbe qualcuno, ma non voglio essere così estremista.</p>
<p>Dal momento che, per me, smanettare con le pagine web è prima di tutto un piacere, è logico sfruttare quelle piccole grandi comodità che il mondo opensource può offrire.</p>
<p>Ecco la mia <em>cassetta degli attrezzi</em>:</p>
<ol>
<li>Editor WYSIWYG: <a href="http://www.kompozer.net/" title="Kompozer home page" target="_blank">Kompozer</a></li>
<li>Editor CSS: <a href="http://cssed.sourceforge.net/" title="Cssed home page" target="_blank">Cssed</a></li>
<li>Editor PHP: <a href="http://geany.uvena.de/" title="Geany home page" target="_blank">Geany</a></li>
<li>Editor di immagini: <a href="http://gimp.linux.it/www/" target="_blank" title="Gimp Italia home page">GIMP</a> e <a href="http://www.inkscape.org/" title="Inkscape home page" target="_blank">Inkscape</a> (ovviamente :P )</li>
<li>Scelta colori: <a href="http://home.gna.org/colorscheme/" target="_blank" title="Agave home page">Agave</a></li>
<li>Test browser: <a href="http://www.mozilla.com/en-US/firefox/" title="Firefox home page" target="_blank">Firefox</a> (con <a href="http://chrispederick.com/work/web-developer/" title="Web Developer Toolbar Home" target="_blank">Web Developer Toolbar</a> e <a href="http://www.getfirebug.com/" title="Firebug home page" target="_blank">Firebug</a>), <a href="http://www.gnome.org/projects/epiphany/" title="Epiphany home page" target="_blank">Epiphany</a>, <a href="http://www.opera.com/" title="Opera home page" target="_blank">Opera</a>, <a href="http://www.tatanka.com.br/ies4linux/page/Main_Page" title="IEs4Linux home page" target="_blank">Internet Explorer</a> (il link porta a IEs4Linux, vedi anche <a href="http://theopenspring.com/how-tomicrosoft-internet-explorer-su-ubuntu-feisty/" target="_blank">questo post</a>), <a href="http://lynx.isc.org/" title="Lynx home page" target="_blank">Lynx</a></li>
<li>Server di sviluppo: <a href="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/Xampp" title="link al Wiki di Ubuntu riguardante l'installazione di un server XAMPP" target="_blank">Apache + PHP + Mysql</a></li>
<li>Carta e penna :P</li>
</ol>
<p>A questi bisogna comunque aggiungere&#8230; il World Wide Web!</p>
<p>Esatto, su internet è possibile trovare ogni sorta di aiuto che potrebbe rendersi necessario all&#8217;occorrenza, dal più semplice dei generatori di Lorem Ipsum a Google Web Analyzer senza contare gli spunti e i suggerimenti dei guru del webdesign.</p>
<p>E voi? Che programmi utilizzate per produrre le vostre pagine web?</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gutsy Gibbon: upgrade piuttosto deludente.</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/gutsy-gibbon-upgrade-piuttosto-deludente</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/gutsy-gibbon-upgrade-piuttosto-deludente#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 13:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[gutsy gibbon]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[problemi]]></category>
		<category><![CDATA[sfoghi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/gutsy-gibbon-upgrade-piuttosto-deludente/</guid>
		<description><![CDATA[Mi rammarica molto dirlo, ma mi aspettavo di più. Ho sempre amato Ubuntu: dalla prima volta in cui l&#8217;ho provata (si parlava di Breezy Badger allora) ed ho sempre notato miglioramenti utili e significativi. Secondo me, il team di Ubuntu &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/gutsy-gibbon-upgrade-piuttosto-deludente">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rammarica molto dirlo, ma mi aspettavo di più.</p>
<p>Ho sempre amato Ubuntu: dalla prima volta in cui l&#8217;ho provata (si parlava di Breezy Badger allora) ed ho sempre notato miglioramenti utili e significativi.</p>
<p>Secondo me, il team di Ubuntu si è eccessivamente concentrato nel tentativo (perfettamente riuscito comunque) di migliorare cose come la &#8220;gestione dei driver proprietari&#8221; per poi perdersi in altre cose come la procedura di boot (che fine hanno fatto tty1 tty2&#8230; tty6?), moduli del kernel (alsa che fa i capricci), GDM (capita anche a voi di vedere allo spegnimento, per un attimo, il tema predefinito della finestra di login?)</p>
<p>E quanti di voi hanno installato senza problemi il Flash Player plugin per Firefox della Adobe?<br />
Apprezzo lo sforzo della comunità per fare in modo che anche Firefox utilizzasse apt, ma non mi potete cadere su una cosa del genere!</p>
<p>L&#8217;installazione di quel plugin è la prima (o la seconda) cosa che fa un qualsiasi utente!</p>
<p>La cosa che mi fa imbestialire è che erano cose che funzionavano perfettamente perchè modificarle?</p>
<p>E pensare che sulle prime avevo creduto che fosse un problema di aggiornamento, qualche pacchetto o mia personalizzazione che dava fastidio ed ho pensato bene di provare con una installazione &#8220;da zero&#8221;!<br />
Ma niente: gli stessi problemi di prima.</p>
<p>Ciliegina sulla torta: <a href="http://www.nongnu.org/mailnotify/" title="Sito ufficiale di Mail Notification" target="_blank">Mail Notification</a>.<br />
Quanti di voi utilizzano quest&#8217;applicazione cosi&#8217; semplice ma allo stesso tempo utilissima che se ne sta lì in un angolino senza dar fastidio, utilizzando una microscopica parte delle risorse per controllare TUTTE le nostre caselle e-mail?</p>
<p>Beh la versione fornita con Gutsy ha perso il supporto all&#8217;ssl (come se non lo usasse nessuno&#8230;)!<br />
in compenso Evolution ha una sua icona di notifica (mi perdonino gli sviluoppatori di Gnome, ma è del tutto inutile) che lampeggia un attimo se, mentre hai il client di posta aperto, ti arrivano messaggi&#8230;</p>
<p>Ma porca paletta! Posso tenere Evolution (che non è proprio una piuma per il sistema) sempre aperto solo per ricevere notifiche sui nuovi messaggi?</p>
<p>Dobbiamo farci ridere in faccia dagli utenti Vista?</p>
<p>Su ora rimbocchiamoci le maniche e andiamo a sistemare (se possibile) tutti &#8216;sti problemucci&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cooosa?! Ubuntu Satan Edition?</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/cooosa-ubuntu-satan-edition</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/cooosa-ubuntu-satan-edition#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 22:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/cooosa-ubuntu-satan-edition/</guid>
		<description><![CDATA[Ma che cos&#8217;è, una barzelletta? Non voglio fare il perbenista indignato, vorrei solo capire il senso di una minchiata di questo genere! Chi ha avuto il coraggio di spacciare per distro quell&#8217;accozzaglia di temi per metacity/compiz/beryl + sfondi + screensaver? &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/cooosa-ubuntu-satan-edition">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma che cos&#8217;è, una barzelletta?<br />
Non voglio fare il perbenista indignato, vorrei solo capire il senso di una minchiata di questo genere!</p>
<p>Chi ha avuto il coraggio di spacciare per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distro">distro</a> quell&#8217;accozzaglia di temi per metacity/compiz/beryl + sfondi + screensaver?</p>
<p>Ma soprattutto chi è quel fesso che gli ha dato anche dei soldi per avere la maglietta?<br />
Sicuramente andrà in giro per il paese bullandosi per aver dovuto installare un intera distribuzione linux solo per cambiare lo sfondo di Gnome!</p>
<p>Se qualcuno là fuori ha avuto il coraggio di installarla, lo pregherei vivamente di espormi le sensazionali features di cui sarà stata infarcita (ovviamente escluso l&#8217;aspetto del desktop) così che possa ricredermi.</p>
<p>Magari c&#8217;è un&#8217;applet nella tray che ti indica il grado di malvagità della tua CPU&#8230;<br />
o magari tutte le applicazioni sono tradotte nell&#8217;oscura lingua degli inferi che solo Satana e Chuck Norris conoscono&#8230;<br />
o addirittura potrebbe includere &#8220;Vulture&#8221; la versione di Pidgin adattata per utilizzare il protocollo di comunicazione standard di demoni e simili&#8230;</p>
<p>Va bene il software libero, ma che ne dite di un po&#8217;  di buon gusto?</p>
<p>Poveri noi! Di questo passo dove andremo a finire&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Java SDK update3 sotto Compiz ORA!</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 22:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[compiz]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[jdk]]></category>
		<category><![CDATA[netbeans]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Qualcuno probabilmente mi aveva dato per morto, ma purtroppo o per fortuna, sono ancora qui. Ho avuto molto da fare in questi giorni, ma nonostante tutto sono riuscito ad incasinarmi per l&#8217;ennesima volta con le mie stesse &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti.<br />
Qualcuno probabilmente mi aveva dato per morto, ma purtroppo o per fortuna, sono ancora qui.<br />
Ho avuto molto da fare in questi giorni, ma nonostante tutto sono riuscito ad incasinarmi per l&#8217;ennesima volta con le mie stesse mani&#8230;</p>
<p>I programmatori <strong>veri</strong> a questo punto sono invitati a non proseguire nella lettura, sto per elencare una serie di stupidaggini che potrebbero offenderli anche se non è mia intenzione farlo :P</p>
<p>Tutto iniziò in una giornata di pioggia, ero a lavoro e nella pausa pranzo mi sono trovato &#8220;per caso&#8221; sul sito di <a href="http://www.netbeans.org/">Netbeans</a>.<br />
OOOOOOOOH! 8-)<br />
Ho dato un&#8217;occhiata ai tutorial e mi sono fatto prendere dall&#8217;entusiasmo, sembrava che chiunque in grado di muovere un mouse potesse creare senza scrivere una riga di codice una bella applicazione java con tanto di finestrelle e bottoni.<br />
Premetto che la programmazione sta a me come il fai-da-te starebbe ad un notaio: in parole povere per me è un hobby e per quanto possano fare schifo le mie opere avranno sempre un posto d&#8217;onore :P</p>
<p>Comunque dopo averlo guardato più che provato a lavoro, sono corso subito a casa a installarlo sulla mia Ubuntu (&#8230; no uso ancora Feisty)</p>
<p>Noooooooo!<br />
Vi è mai capitato di avviare un&#8217;applicazione Java mentre sta girando Compiz e vedere la finestra tutta bianca?<br />
Beh con Netbeans (installato dai repository) è successo&#8230;<br />
Dopo una rapida googleggiata ho scoperto che era un problema noto e risolto nell&#8217;update 2 dell&#8217;ultimo Java Runtime Enviroment.<br />
Vado a fare un giro in casa Sun e vedo che siamo già all&#8217;update 3, mentre Ubuntu sembra non smuoversi dall&#8217; update 1&#8230;<br />
Certo potrei stoppare compiz e usare Netbeans lo stesso, ma a me le cose semplici non piacciono per niente e così decido di trovare il sistema per installare l&#8217;ultima versione di Java al posto di quella dei repo e visto che ci sono mi scarico anche il nuovo Netbeans che non fa mai male&#8230;</p>
<p>Ma ora bando alle ciance e passiamo all&#8217;how-to vero e proprio.</p>
<blockquote><p>@edit: Per conservare il pacchetto ufficiale rilasciato nei repository di Ubuntu, esiste un metodo di installazione alternativo che consiste nell&#8217;installare il Jre o il Jdk in una directory (solitamente /opt) per conservare intatto il pacchetto ufficiale e poter beneficiare degli aggiornamenti automatici.</p></blockquote>
<h3>1. Scaricare JDK update 3</h3>
<p><a href="http://java.sun.com/javase/downloads/index.jsp">http://java.sun.com/javase/downloads/index.jsp</a><br />
Scegliete il pacchetto per Linux (ovviamente) autoestraente (non l&#8217;RPM)<br />
<strong>jdk-6u3-linux-i586.bin</strong></p>
<h3>2. Installate fakeroot e java-package</h3>
<p><code>sudo apt-get install fakeroot java-package</code><br />
Quest&#8217;ultimo è una serie di script fatti apposta per pacchettizzare le varie JRE o JDK per debian, ma al momento in cui scrivo tale pacchetto non è ancora aggiornato per funzionare con l&#8217;ultima versione di java e bisognerà fare un piccolo hack per renderlo utile al nostro scopo.</p>
<h3>3. Modifica (eventuale) degli script di java-package</h3>
<p><code>cd /usr/share/java-package<br />
ls</code></p>
<p>Controlliamo se nell&#8217;output è presente la directory<br />
<code>sun-j2sdk1.6</code><br />
se c&#8217;è, vuol dire che nel frattempo hanno aggiornato java-package e possiamo tranquillamente saltare al punto 4</p>
<p>Se non c&#8217;è la creiamo copiando sun-j2sdk1.5<br />
<code>sudo cp sun-j2sdk1.5 sun-j2sdk1.6</code><br />
Entriamo nella directory appena creata e modifichiamo i due file install.sh e sun-j2sdk.sh</p>
<p><code>cd sun-j2sdk1.6<br />
sudo gedit install.sh</code><br />
In questo script va cambiata solamente la prima riga. Deve essere così:<br />
<code>suffix=j2sdk1.6-sun</code><br />
Salviamo e chiudiamo.<br />
<code>sudo gedit sun-j2sdk.sh</code><br />
Nella prima sezione noterete un blocco che inizia con<br />
<code>case case "${DEB_BUILD_ARCH:-$DEB_BUILD_GNU_TYPE}" in ...</code><br />
alla fine di quel blocco (prima della parola <strong>esac</strong>)<br />
aggiungete queste righe:<br />
<code>"jdk-6u3-linux-i586.bin")   #Tra virgolette il nome del file scaricato dal sito della Sun<br />
j2se_version=1.6<br />
j2se_expected_min_size=130<br />
found=true<br />
;;<br />
</code><br />
Salvate e chiudete.</p>
<h3>4. Pacchettizziamo la JDK</h3>
<p>Ora che i nostri script sono pronti possiamo tornare alla nostra home o altra directory in cui abbiamo scaricato la JDK e pacchettizzarla<br />
<code>fakeroot make-jpkg jdk-6u3-linux-i586.bin</code><br />
Accettiamo la licenza e lasciamo che si crei il pacchetto .deb nella directory attuale</p>
<h3>5. Disinstalliamo i vecchi pacchetti Java (se c&#8217;erano)</h3>
<p><code>sudo apt-get remove sun-java6-*</code></p>
<h3>6. Installiamo la JDK</h3>
<p><code>sudo dpkg -i  sun-j2sdk1.6_1.6_i386.deb </code></p>
<h3>7. Aggiustiamo le variabili d&#8217;ambiente per Java</h3>
<p><code>sudo gedit /etc/enviroment</code><br />
Il file dovrà apparire così:<br />
<code>PATH=".:/usr/lib/j2sdk1.6-sun/bin:/usr/local/sbin:/usr/local/bin:/usr/sbin:/usr/bin:/sbin:/bin:/usr/games"<br />
LANG="it_IT.UTF-8"<br />
JAVA_HOME="/usr/lib/j2sdk1.6-sun"<br />
CLASSPATH="/usr/lib/j2sdk1.6-sun/lib:/usr/lib/j2sdk1.6-sun/classes"<br />
LANGUAGE="it_IT:it:en_GB:en"</code></p>
<h3>8. Dulcis in fundo&#8230; il plugin per firefox!</h3>
<p><code>sudo ln -sf /usr/lib/j2sdk1.6-sun/jre/plugin/i386/ns7/libjavaplugin_oji.so /usr/lib/firefox/libjavaplugin_oji.so</code></p>
<p>Ce la siamo&#8230; ehm, abbiamo fatta! (spero)</p>
<h3>Verifica&#8230; he he he</h3>
<p>Andiamo a <a href="http://www.java.com/it/download/help/testvm.xml">questo link</a> per eseguire il test della jvm.<br />
Se vi appare il coso che balla e la scritta &#8220;Congratulations&#8230;&#8221; significa che tutto è andato a buon fine :)</p>
<p>Ora possiamo goderci delle chicche del calibro di <a href="http://www.netbeans.org/community/releases/60/index.html">Netbeans 6.0 Beta2</a> senza dover disattivare Compiz!<br />
<a href="http://theopenspring.com/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora/netbeans-compiz-fusion-su-ubuntu-704-feisty-fawn/" rel="attachment wp-att-48" title="Netbeans + Compiz-Fusion su Ubuntu 7.04 Feisty Fawn"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/11/05/netbeans.png" alt="Netbeans + Compiz-Fusion su Ubuntu 7.04 Feisty Fawn" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Microsoft Internet Explorer su Ubuntu Feisty</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/how-tomicrosoft-internet-explorer-su-ubuntu-feisty</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/how-tomicrosoft-internet-explorer-su-ubuntu-feisty#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 21:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[ies4linux]]></category>
		<category><![CDATA[internet explorer]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione Questo è un post dedicato a chi (come me) si interessa di webdesign. Utilizzare Ubuntu come piattaforma di sviluppo web non è un&#8217;idea così malvagia: Apache + Php + Mysql si installano quattrequattrotto. Software per sviluppo web ce n&#8217;è: &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/how-tomicrosoft-internet-explorer-su-ubuntu-feisty">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Introduzione</h3>
<p>Questo è un post dedicato a chi (come me) si interessa di webdesign.</p>
<p>Utilizzare Ubuntu come piattaforma di sviluppo web non è un&#8217;idea così malvagia:<br />
Apache + Php + Mysql <a href="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/ApachePhpMySql">si installano quattrequattrotto</a>.</p>
<p>Software per sviluppo web ce n&#8217;è:</p>
<ul>
<li> Bluefish</li>
<li> Geany</li>
<li> Cssed</li>
<li> Screem</li>
<li> gPHPEdit</li>
<li>&#8230;</li>
</ul>
<p>E&#8217; vero, non c&#8217;è competizione con programmi come Dreamweaver, ma se pensiamo che alla fine un buon sito non deve avere layout complicatissimi (anzi meno markup c&#8217;è e meglio è), deve essere scritto da qualcuno che ha una certa dimestichezza col codice (altrimenti siamo solo utenti di un programma, non webdesigner) e soprattutto pensiamo alle nostre tasche, ecco che l&#8217;opzione Linux (qualunque distro) ritorna a fare capolino&#8230;</p>
<p>Rimane il fatto che una grossa fetta di utenti utilizza ancora MS Internet Explorer.<br />
E allora, come fare?</p>
<p>Lo installiamo sulla nostra amata Ubuntu! (quante volte avete letto questa frase? :P )</p>
<h3>Installazione</h3>
<p>Armiamoci di terminale e scarichiamo la chiave per autenticare i pacchetti&#8230;<br />
<code>wget -q http://wine.budgetdedicated.com/apt/387EE263.gpg -O- &#124; sudo apt-key add -</code></p>
<p>Aggiungiamo i repository&#8230;<br />
<code>sudo wget http://wine.budgetdedicated.com/apt/sources.list.d/feisty.list -O /etc/apt/sources.list.d/winehq.list</code></p>
<blockquote><p><strong>NOTA:</strong>Con questo comando in realtà aggiungiamo il file winehq.list alla directory /etc/apt/sources.list.d che è come se aggiungessimo le righe in esso contenute al file /etc/apt/sources.list</p></blockquote>
<p>Installiamo Wine e cabextract&#8230;<br />
<code>sudo apt-get update<br />
sudo apt-get install wine cabextract<br />
</code></p>
<p>E, dulcis in fundo, installiamo IEs4Linux&#8230;<br />
<code>wget http://www.tatanka.com.br/ies4linux/downloads/ies4linux-latest.tar.gz<br />
tar zxvf ies4linux-latest.tar.gz<br />
cd ies4linux-*<br />
./ies4linux<br />
</code></p>
<h4>Note</h4>
<p>IEs4Linux installerà Internet explorer 6 per default, e vi chiederà anche di installare le versioni 5.5 e 5. Inoltre potrete decidere, durante l&#8217;installazione, le opzioni di localizzazione e l&#8217;installazione d Adobe Flash Player (dovrebbe esserci già la versione 9).</p>
<p>Si tratta di software <strong>proprietari</strong> quindi dovrete accettare le condizioni di utilizzo. Lo so che non lo fa nessuno, ma leggetele prima di accettarle, se non altro vi renderete conto delle <strong>restrizioni</strong> a cui <strong>chi usa</strong> tali software è soggetto.</p>
<p>IEs4Linux contiene solo gli strumenti base per un buon test dei siti web o per chi ha bisogno di utilizzare siti disegnati esclusivamente per IE, quindi niente integrazione con la posta nè con il player audio/video.<br />
Sconsiglio vivamente di utilizzarlo per il normale web browsing.</p>
<p><strong>NEW!</strong>Ho creato due icone da usare con IEs4linux, se avete seguito questa guida potrebbero servirvi, dategli un&#8217;occhiata in <a href="http://theopenspring.com/icone-per-ies4linux/">questo post</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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