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	<title>The Open Spring &#187; Software</title>
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	<description>Fatti non foste a viver come bruti, ma a perseguir virtute e conoscenza</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 09:21:03 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le web apps atterrano sul desktop con Mozilla Prism.</title>
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		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/web-apps-sul-desktop-mozilla-prism#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 22:47:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
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		<description><![CDATA[my prism by dee-j Una delle novità più sbandierate di Ubuntu 8.04 è sicuramente Firefox 3 beta5. Ma forse non tutti sanno che, insieme al nuovo browser di casa Mozilla, arriva nei repository della comunità, Prism: un progetto ancora giovane, &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/web-apps-sul-desktop-mozilla-prism">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/deejay/9417340/" target="_blank"><img class="foto" title="my prism by dee-j" src="http://farm1.static.flickr.com/6/9417340_f0937ddf13.jpg" alt="my prism by dee-j" width="500" height="375" /></a></p>
<p class="credits"><a href="http://www.flickr.com/photos/deejay/9417340/" target="_blank">my prism</a> by <a href="http://www.flickr.com/photos/deejay/" target="_blank">dee-j</a></p>
<p>Una delle novità più sbandierate di Ubuntu 8.04 è sicuramente Firefox 3 beta5. Ma forse non tutti sanno che, insieme al nuovo browser di casa Mozilla, arriva nei repository della comunità, <a title="Prism - Mozilla Labs" href="http://labs.mozilla.com/2007/10/prism/" target="_blank">Prism</a>: un progetto ancora giovane, disponibile anche per Windows e Mac, il cui scopo è di portare le web application sul nostro desktop con una semplicità a dir poco disarmante.<br />
<span id="more-98"></span></p>
<h4>Parla potabile! Cosa sono &#8216;ste web application (a.k.a. web apps)?</h4>
<p>Semplice: sono applicazioni, programmi, che invece di essere eseguiti sul nostro PC sono eseguiti da un server web, ma controllati dal nostro browser.</p>
<p>Praticamente qualsiasi sito web che ci offra un certo grado di interattività è una web app.<br id="i3vy0" /> Tutte le caselle di posta gestibili dal browser (comunemente chiamate webmail) sono delle web app, la parte amministrativa dei nostri blog, Google Calendar, Docs, Reader etc etc. sono tutte web app.</p>
<h4>Allora Prism è solo un altro browser?</h4>
<p>La risposta è&#8230; sì e no. :P</p>
<p>Prism, nato formalmente come <a title="Webrunner - Mozilla Wiki" href="http://wiki.mozilla.org/WebRunner" target="_blank">Webrunner</a>, è solo un pezzo di browser, per l&#8217;esattezza è quella parte di Firefox 3  strettamente dedicata all&#8217;interpretazione delle pagine web.</p>
<p>Quando ho spiegato cos&#8217;è una web app ho omesso, per semplicità, un particolare: l&#8217;applicazione non è sempre interamente eseguita dal server, parte di questa (spesso molto &#8220;pesante&#8221;) viene interpretata dal nostro browser o visualizzata dai plugin presenti in esso (Javascript, applet Java, filmati Flash o Shockwave).</p>
<p>Lo scopo principale di un browser dovrebbe essere quello di rendere le pagine web nel modo più conforme possibile agli standard.<br />
Se però lo utilizziamo per aprire diverse web app allo stesso tempo, il nostro povero browser si troverà a dover gestire quantità di codice fuori dal comune: una situazione critica per cui probabilmente non è stato concepito.<br />
Questo si traduce in lentezza delle applicazioni e rischio di blocchi o crash, cosa estremamente deleteria.</p>
<p>Da qui nasce l&#8217;idea di trasformare il browser in un gestore di applicazioni web in grado di controllarle in processi indipendenti come un sistema operativo fa con le normali applicazioni.<br />
In questo modo, in caso di crash, errori o rallentamenti, non vengono inficiate le altre web app che stiamo utilizzando.</p>
<h4>Ma come è fatto &#8216;sto Prism?</h4>
<p>Prism non si vede. Si aggira non troppo discretamente tra i processi in esecuzione, sotto il nome di &#8220;xulrunner-bin&#8221; occupando circa 60 Mb di memoria.<br />
Sarebbe ottimo, secondo me, riuscire a ridurre l&#8217;impatto sulle risorse del sistema in modo da poterlo usare anche con macchine datate o con scarse risorse a disposizione.</p>
<p>La barra degli indirizzi, i pulsanti di navigazione, i menu, i segnalibri, la cronologia, l&#8217;intera interfaccia del browser&#8230; sono tutti elementi che, sebbene utili per navigare, non servono se utilizziamo un&#8217;applicazione già dotata di un&#8217; interfaccia propria, quindi non ci sono.<br />
C&#8217;e comunque la possibilità di attivare un&#8217;interfaccia di navigazione minimale, che consiste praticamente nella sola barra degli indirizzi e nella navigazione per mezzo delle combinazioni di tasti (le stesse di Firefox):</p>
<ul>
<li>Alt + Freccia Destra = Avanti</li>
<li>Alt + Freccia Sinistra = Indietro</li>
<li>Alt + Home = Pagina iniziale (della web app, ovviamente)</li>
<li>&#8230; sinceramente non ne uso altre :)</li>
</ul>
<h4>Ha senso utilizzare Prism o è assolutamente superfluo?</h4>
<p>Esistono pareri discordanti sull&#8217;effettiva utilità di Prism, basta leggere i commenti sul blog correlato. Ma, a mio modestissimo parere, ha senso.<br />
Ormai siamo circondati da applicazioni web di qualsiasi tipo e spesso andiamo a cercare dei client che ci rendano meno macchinoso il loro utilizzo.<br />
In questo momento ad esempio ho 4 istanze di Prism aperte:<a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/prism-in-action.jpg"><img class="foto" title="Prism in azione" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/prism-in-action.jpg" alt="Prism in azione" width="500" height="375" /></a></p>
<ol>
<li>sto scrivendo sul mio blog, utilizzando l&#8217;interfaccia web</li>
<li>ho Google Reader aperto in un altra finestra</li>
<li>Google Docs con un documento di testo aperto (un bozzetto di questo articolo iniziato a lavoro in pausa pranzo)</li>
<li>Twitter (minimizzato) :P</li>
</ol>
<p>E&#8217; come se avessi un piccolo client per ogni web app, installando di fatto un solo programma.</p>
<p>E c&#8217;è dell&#8217;altro: l&#8217;dea alla base di Prism è fare in modo che si adatti alle diverse applicazioni che si utilizzano.<br />
E&#8217; già possibile installare diverse estenisoni per ogni diversa applicazione (su Windows però quest&#8217;opzione non è ancora disponibile) ed il team di sviluppo sta mettendo a punto un sistema per <em>marcare</em> le web application in modo da essere riconosciute da Firefox che potrà proporre direttamente all&#8217;utente di installare l&#8217;applicazione (mediante un tag &#60;meta&#62; o &#60;link&#62;).</p>
<h4>E Google Gears? E Adobe AIR? E Micorsoft Silverlight? E Java Runtime Enviroment?</h4>
<p>Non credo ci sia neanche da confrontare Prism con quelle cose appena menzionate.</p>
<p>Non perchè l&#8217;una è meglio dell&#8217;atra o vicevcersa, ma semplicemente perchè si tratta di applicazioni diverse con diversi obiettivi e funzionalità.</p>
<p>Prism <strong>NON</strong> serve ad usare delle web app mentre si è offline come Google Gears e <strong>NON E&#8217; UNA PIATTAFORMA</strong> per far girare delle applicazioni desktop sviluppate  con i linguaggi del web come Adobe AIR o Silverlight né tantomeno un interprete per bytecode Java.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Adobe AIR su Ubuntu: proviamola con un paio di click</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/adobe-air-ubuntu</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/adobe-air-ubuntu#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 10:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[adobe]]></category>
		<category><![CDATA[air]]></category>
		<category><![CDATA[anticipazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome Incredibile: neanche il tempo di maledire un po&#8217; la Adobe che questi si mettono a lavoro e mi tirano fuori una versione alpha della loro nuova piattaforma per le cosiddette Rich Internet Applications. &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/adobe-air-ubuntu">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twhirl-shot.jpg"><img class="foto" title="Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twhirl-shot.jpg" alt="Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome" /></a></p>
<p class="credits">Twhirl in esecuzione sul mio desktop Gnome</p>
<p>Incredibile: neanche il tempo di maledire un po&#8217; la Adobe che questi si mettono a lavoro e mi tirano fuori una versione alpha della loro nuova piattaforma per le cosiddette Rich Internet Applications.<br />
Aspettate prima di insultarmi, meglio se vi racconto tutto dall&#8217;inizio&#8230;</p>
<p><span>Dopo essermi lasciato contagiare dalla twittermania, cercavo una applicazione desktop discreta (a.k.a. leggera e non troppo invadente) da mettere sul PC che uso a lavoro per seguire twitter senza dover tenere il browser sempre aperto (capisc&#8217; a mmè) e la mia scelta è finita su <a title="twhirl - a twitter client" href="http://www.twhirl.org/" target="_blank">twhirl</a>: un client basato sulla piattaforma <a title="AIR for Linux:FAQ" href="http://labs.adobe.com/wiki/index.php/AIR_for_Linux:FAQ" target="_blank">AIR di Adobe</a>.</span><span id="more-94"></span></p>
<h4><span>Cos&#8217;è Adobe AIR?</span></h4>
<p><span>Avevo già sentito parlare di AIR, se dovessi spiegare cos&#8217;è al mio salumiere gli direi che è un programma che permette di far funzionare sul desktop, indipendentemente dal sistema operativo, altri programmi fatti usando linguaggi e tecnologie proprie del web.<br />
Dubito che il mio salumiere capisca cosa vuol dire, ma non sono riuscito a trovare una definizione più semplice di così, spero comunque di aver reso l&#8217;idea. :)</span></p>
<p><span>Per certi versi AIR è simile alla piattaforma Java, ma mentre quest&#8217;ultima utilizza un linguaggio tutto suo, AIR si preoccupa solo di fornire alle applicazioni le tecnologie necessarie, già presenti nel sistema operativo (XHTML, CSS, Javascript, Flash&#8230;).<br />
Potete immaginare l&#8217;enorme vantaggio in prestazioni che si può ottenere!</span></p>
<p><span>Peccato che la prima volta in cui sono andato a curiosare nel sito della Adobe non si parlava ancora di una versione per Linux, ed ho pensato che avessero deliberatamente deciso di non supportarlo (cosa del tutto plausibile).</span></p>
<p><span><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit1.jpg"><img class="foto" title="Commento su twitter del 10/4" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit1.jpg" alt="Commento su twitter del 10/4" width="500" height="107" /></a></span></p>
<h4><span>Piacevole sorpresa #1</span></h4>
<p><span>Quando ho iniziato ad usare twirl, è nata la necessità pratica di avere la stessa applicazione su due sistemi operativi differenti (casa e lavoro), dopo aver lanciato qualche maledizione gratuita alla Adobe, ho pensato bene di fare ricerche più approfondite (o meglio, di aggiornarmi un tantino) e così ho piacevolmente scoperto che in effetti il progetto di portare AIR anche su Linux c&#8217;era, ed ha anche delle scadenze che fanno ben sperare, nello specifico promettono di rilasciare una versione finale di AIR per Linux per la seconda metà del 2008.</span></p>
<h4><span>Piacevole sorpresa #2</span></h4>
<p><span><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit2.jpg"><img class="foto" title="Commento su twitter del 14/4" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/04/twit2.jpg" alt="Commento su twitter del 14/4" width="500" height="104" /></a></span></p>
<p><span>Non solo mi ha fatto piacere sapere che gli utenti Linux non sono stati lasciati in disparte per l&#8217;ennesima volta, ma andando a controllare <a title="AIR for Linux:FAQ" href="http://labs.adobe.com/wiki/index.php/AIR_for_Linux:FAQ" target="_blank">le FAQ riguardanti l&#8217;installazione</a>, si può leggere che viene ufficialmente supportata Ubuntu (dalla versione 6.06 in su) e già l&#8217;installer della alpha genera un pacchetto .deb facilmente gestibile con <strong>apt</strong> o <strong>Synaptic</strong>.<br />
Potremmo quindi installare, provare e rimuovere, senza correre il rischio di <em>sporcare</em> il sistema, e non solo, sia la piattaforma AIR che le applicazioni che la utilizzano vengono messe nella directory /opt dalla quale possono essere facilmente cancellate senza dover ravanare nelle directory di sistema.</span></p>
<h4><span>Ma come diavolo si installa?</span></h4>
<p><span>Che impazienti! La procedura è così semplice che se l&#8217;avessi scritta subito mi sarei bruciato il post!</span></p>
<ol>
<li><span>visitate la <a title="Pagina dei download di Adobe Labs" href="http://labs.adobe.com/downloads/air_linux.html">pagina dei download di Adobe Labs</a>, e scaricate l&#8217;ultima versione disponibile</span></li>
<li><span>rendete eseguibile il file .bin scaricato con<br />
<code>chmod +x adobeair_linux_a1_033108.bin</code></span></li>
<li><span>eseguite l&#8217;installer con i privilegi di amministratore<br />
<code>sudo -s<br />
./adobeair_linux_a1_033108.bin</code></span></li>
<li><span>al termine dell&#8217;installazione scaricate qualche <a title="Sample AIR applications" href="http://labs.adobe.com/technologies/air/samples/">applicazione di esempio</a> tra quelle proposte da Adobe Labs, oppure potete azzardare l&#8217;installazione di una qualsiasi altra applicazione AIR, tenendo comunque conto che la piattaforma è ancora una alpha e non supporta ancora tutte le funzioni disponibili per gli altri sistemi operativi.</span></li>
</ol>
<h4><span>Lo stato delle cose.</span></h4>
<p><span>Come detto all&#8217;inizio del post io ho fatto i miei test usando <a title="twhirl - a twitter client" href="http://www.twhirl.org/" target="_blank">twhirl</a>. L&#8217;applicazione in sè funziona, ma ci sono diversi problemi da sistemare prima di poter usare AIR nel quotidiano:<br />
non funzionano le tray icon, ci sono conflitti con gli effetti desktop, (il gestore finestre crasha e va riavviato o disattivato, rinunciando alle trasparenze), conflitti con o applet flash e chissà cos&#8217;altro.</span></p>
<p>Se vi va di provarlo anche voi, non dimenticate di segnalare cosa scovate <a href="http://www.adobe.com/cfusion/webforums/forum/categories.cfm?forumid=72&#38;catid=677&#38;entercat=y" target="_blank">sul forum della Adobe</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Virtualizzare su Ubuntu Gutsy (e Feisty) con  Qemu + Kqemu: guida riveduta e corretta.</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 15:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[feisty]]></category>
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		<category><![CDATA[tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[virtualizzare]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha già provato ad installare Qemu con Kqemu in Ubuntu Gutsy si sarà accorto che la procedura è fondamentalmente la stessa che si usava per Feisty. Ma la mia vecchia guida, ha decisamente bisogno di una revisione. Grazie ai &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/qemu-gutsy-feisty">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="foto" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/11/primoriavvio.jpg" alt="Schermata di Qemu" width="460" /></p>
<p>Chi ha già provato ad installare Qemu con Kqemu in Ubuntu Gutsy si sarà accorto che la procedura è fondamentalmente la stessa che si usava per Feisty.<br />
Ma la mia vecchia guida, ha decisamente bisogno di una revisione.<br />
Grazie ai vostri commenti ho già avuto modo di estenderla, e sarei felice di poterla rendere ancora migliore.<br />
<span id="more-76"></span></p>
<h3>Indice</h3>
<ol class="toc">
<li><a href="#cap1">Passi preliminari</a></li>
<li><a href="#cap2">Installazione di Qemu + Kqemu</a></li>
<li><a href="#cap3">Prova su strada</a></li>
<li><a href="#cap4">Problemi frequenti</a>
<ol>
<li><a href="#cap4-1">Could not open &#8216;/dev/kqemu&#8217;&#8230;</a></li>
<li><a href="#cap4-2">You do not have enough space in &#8216;/dev/shm&#8217;&#8230;</a></li>
<li><a href="#cap4-3">Problemi di accesso in scrittura</a></li>
</ol>
</li>
<li><a href="#cap5">Tips &#38; Tricks</a>
<ol>
<li><a href="#cap5-1">Caricare il modulo kqemu all’avvio del sistema.</a></li>
<li><a href="#cap5-2">Impostazione della dimensione di /dev/shm all&#8217;avvio</a></li>
</ol>
</li>
<li><a href="#cap6">Front-end Grafici</a>
<ol>
<li><a href="#cap6-1">Qemu Launcher</a></li>
<li><a href="#cap6-2">Qemuctl</a></li>
<li><a href="#cap6-3">Qemulator</a></li>
</ol>
</li>
</ol>
<h3 id="cap1">1. Passi preliminari</h3>
<p>Prima di iniziare ad installare il necessario è opportuno controllare se l&#8217;hardware di cui disponiamo supporta la Kernel Virtualization.<br />
<code>grep -E '^flags.*(vmx&#124;svm)' /proc/cpuinfo</code><br />
Se ricevete in risposta un output tipo questo<br />
<code>flags           : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic sep mtrr pge mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm<br />
flags           : fpu vme de pse tsc msr pae mce cx8 apic sep mtrr pge mca cmov pat pse36 clflush dts acpi mmx fxsr sse sse2 ss ht tm pbe lm constant_tsc pni monitor ds_cpl vmx est tm2 cx16 xtpr lahf_lm<br />
</code><br />
vuol dire che il vostro processore supporta l&#8217;accelerazione diretta delle <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.<br />
E&#8217; quindi in grado di usare, oltre al metodo qui descritto, <strong>kvm</strong> come acceleratore, ampiamente trattato nel <a href="https://help.ubuntu.com/community/KVM">wiki di ubuntu</a>.</p>
<h3 id="cap2">2. Installazione di Qemu + Kqemu</h3>
<p>Qemu (versione 0.9) si trova comodamente nei repository di Ubuntu ed è il programma principale.<br />
Kqemu invece è un modulo del kernel per accelerare le <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.<br />
Quest&#8217;ultimo va compilato ed installato, per questo ricorriamo all’aiuto di <strong>module-assistant</strong>.</p>
<p>Installiamo i pacchetti necessari:<br />
<code>sudo apt-get install qemu kqemu-source module-assistant</code><br />
Compiliamo <strong>kqemu</strong>:<br />
<code>sudo module-assistant prepare<br />
sudo module-assistant auto-install kqemu</code><br />
Ora dobbiamo istruire udev per creare il nodo /dev/kqemu al caricamento di kqemu, perciò creiamo il file /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules:<br />
<code>sudo nano /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules</code><br />
scriviamo questa riga:<br />
<code>KERNEL=="kqemu", NAME="%k", MODE="0660", GROUP="kqemu"</code><br />
Salviamo e chiudiamo il file, poi  modifichiamo il file /etc/modprobe.d/kqemu<br />
<code>sudo nano /etc/modprobe.d/kqemu</code><br />
in modo che contenga questa riga:<br />
<code>options kqemu major=0</code><br />
di solito trovate quel valore impostato a 250 e si tratterà solo di cambiare quello.</p>
<p>Rendiamo ora <strong>kqemu</strong> utilizzabile dai normali utenti del sistema<br />
<code>sudo addgroup --system kqemu<br />
sudo adduser $USER kqemu</code><br />
Con questi due comandi abbiamo creato un gruppo chiamato kqemu e inserito l’utente col quale siamo loggati nel gruppo.<br />
Se voleste aggiungere altri utenti al gruppo kqemu basta sostituire a $USER lo username dell’ utente che vogliamo.</p>
<p>E&#8217; ora necessario aggiornare le variabili d’ambiente, il modo più semplice è terminare la sessione e rifare il login.</p>
<h3 id="cap3">3. Prova su strada</h3>
<p>Proviamo a caricare manualmente il modulo del kernel kqemu, più avanti spiegherò anche come <a href="#cap5-1">caricare kqemu all&#8217;avvio del sistema</a>.<br />
<code>sudo modprobe kqemu</code><br />
Se non riceviamo messaggi d’errore è perchè non ci sono stati problemi quindi possiamo procedere all’avvio vero e proprio di qemu.</p>
<p>Complimenti! Ora il vostro PC è pronto ad ospitarne un altro.</p>
<p>In questo esempio installeremo Windows XP, che richiede minimo 2Gb di spazio, su un hard disk virtuale di 5Gb.<br />
Creazione dell&#8217;immagine disco virtuale:<br />
<code>qemu-img create -f qcow winxp.img 5G</code><br />
Inseriamo il CD di installazione di Windows e avviamo la nuova <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym><br />
<code>qemu -localtime -cdrom /dev/cdrom -m 384 -boot d winxp.img</code><br />
E’ possibile utilizzare anche solo l’immagine ISO del CD di installazione, avviando la macchina virtuale con<br />
<code>qemu -localtime -cdrom /percorso/alla/iso/nomefile.iso -m 384 -boot d winxp.img</code><br />
ovviamente sostituendo “/percorso/alla/iso/nomefile.iso” con il percorso e il nome che fanno al caso nostro.</p>
<p>A volte può succedere che il sistema di installazione di Windows XP si blocchi. Se vedete che passa troppo tempo senza che l’installazione sembri andare avanti provate a riavviare la <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>, l’installazione riprenderà dal punto in cui era arrivata. Nel mio caso comunque ha proceduto come se fosse su un PC reale.</p>
<h3 id="cap4">4. Problemi frequenti</h3>
<h4 id="cap4-1">4.1 Could not open &#8216;/dev/kqemu&#8217;&#8230;</h4>
<p>		Se all&#8217;avvio della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> dovessimo ricevere questo messaggio d’errore<br />
		<code>Could not open '/dev/kqemu' - QEMU acceleration layer not activated</code><br />
		E&#8217; probabile che l&#8217;utente corrente non appartiene al gruppo kqemu, da terminale diamo il comando<br />
		<code>groups</code><br />
		e controlliamo l&#8217;output: tra i vari gruppi a cui siamo associati deve esserci <strong>kqemu</strong>, in caso contrario<br />
		<code>sudo addgroup --system kqemu<br />
		sudo adduser $USER kqemu</code></p>
<h4 id="cap4-2">4.2 You do not have enough space in &#8216;/dev/shm&#8217;&#8230;</h4>
<p>		Altro <em>errore</em> più che frequente:<br />
		<code>You do not have enough space in '/dev/shm' for the 384 MB of QEMU virtual RAM.<br />
		To have more space available provided you have enough RAM and swap, do as root:<br />
		umount /dev/shm<br />
		mount -t tmpfs -o size=400m none /dev/shm<br />
		Or disable the accelerator module with -no-kqemu</code><br />
		In questo caso seguendo il suggerimento del modulo kqemu:<br />
		<code>umount /dev/shm<br />
		mount -t tmpfs -o size=400m none /dev/shm</code><br />
		In generale la dimensione di tmpfs deve essere uguale alla memoria della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> + 16 Mb<br />
		Se necessario, possiamo <a href="#cap5-2">modificare la dimensione predefinita di /dev/shm</a></p>
<h4 id="cap4-3">4.3 Problemi di accesso in scrittura</h4>
<p>		In caso di problemi di accesso in scrittura all’immagine della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>, assicuriamoci che tale file abbia i permessi adatti e appartenga anche al gruppo kqemu.<br />
		<code>chmod 660 winxp.img<br />
		sudo chown $USER:kqemu winxp.img</code></p>
<h3 id="cap5">5. Tips &#38; Tricks</h3>
<h4 id="cap5-1">5.1 Caricare il modulo kqemu all’avvio del sistema.</h4>
<p>Apriamo il file /etc/modules<br />
<code>sudo nano /etc/modules</code><br />
aggiugiamo al fondo<br />
<code>kqemu</code></p>
<h4 id="cap5-2">5.2 Impostazione della dimensione di /dev/shm all&#8217;avvio.</h4>
<p>Ad ogni avvio di sistema, /dev/shm viene reimpostato al valore di default.<br />
Nella vecchia guida consigliavo di aggiungere la nuova dimensione sul file /etc/fstab, ma questo mi causava sporadicamente qualche problemino durante l&#8217;arresto del sistema così ho trovato un modo più corretto.</p>
<p>Possiamo invece stabilire un valore per la dimensione massima di /dev/shm in modo che kqemu utilizzi solo quella che gli serve.<br />
<strong>Calcolatrice</strong> alla mano, apriamo il file /etc/default/tmpfs<br />
<code>sudo nano /etc/default/tmpfs</code><br />
troviamo una riga con scritto<br />
<code>SHM_SIZE=VALORE</code><br />
VALORE, espresso in bytes, deve essere pari alla memoria della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> + 16 Mb<br />
(è più difficile a dirsi che a farsi&#8230; proviamo con una formuletta!)<br />
1 Mb = 1024 * 1024 bytes = 1048576 bytes, quindi<br />
VALORE = (MEMORIA + 16) * 1048576<br />
ad esempio se volessi assegnare 512Mb alla macchina virtuale avrei<br />
512 + 16 = 528Mb<br />
528 * 1048576 = 553648128 byte</p>
<p class="warning">In altre distro questa variabile potrebbe essere impostata altrove, ad esempio in Suse è nel file /etc/sysconfig/kernel, quindi se non state usando Ubuntu questo metodo potrebbe non funzionare.</p>
<h3 id="cap6">6. Front-end Grafici</h3>
<p>Esistono fondamentalmente 3 programmi che possono renderci più <em>comodo</em> l&#8217;uso di Qemu</p>
<h4 id="cap6-1">6.1 Qemu Launcher</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemu-launcher</code></p>
<h4 id="cap6-2">6.2 Qemuctl</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemuctl</code></p>
<h4 id="cap6-3">6.3 Qemulator</h4>
<p><code>sudo apt-get install qemulator</code></p>
<p>Personalmente preferisco i primi due:<br />
Qemu Launcher, serve semplicemente a creare o avviare le macchine virtuali, mentre qemuctl è un menu che ci permette di controllare la <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym> durante l&#8217;esecuzione.<br />
Con quemuctl, possiamo ad esempio connettere nuove periferiche, salvare lo stato della macchina, smontare e montare CD-ROM etc.<br />
Tutte cose che, normalmente, dovremmo fare dalla console di Qemu alla quale si accede con la combinazione di tasti <strong>Ctrl + Alt + 2</strong><br />
Qemulator è graficamente più piacevole ed include alcune funzioni di qemuctl, ma è ancora poco stabile, necessita di rimanere avviato in background, e a volte rallenta l&#8217;esecuzione della <acronym title="Virtual Machine">VM</acronym>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Impariamo l&#8217;inglese con Firefox</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/impariamo-linglese-con-firefox</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/impariamo-linglese-con-firefox#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 02:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[hacks]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[firefox]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/impariamo-linglese-con-firefox/</guid>
		<description><![CDATA[Westminster &#8211; Palazzo del parlamento L&#8217;inglese è la lingua del web, infatti la stragrande maggioranza dei siti internet è scritta in inglese. Certo, esistono molteplici modi per tradurli, anche per intero, senza fatica, ma se invece volessimo migliorare il nostro &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/impariamo-linglese-con-firefox">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="foto" alt="Westminster" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2008/01/11/westminster.jpg"/></p>
<p class="credits">Westminster &#8211; Palazzo del parlamento</p>
<p>L&#8217;inglese è la lingua del web, infatti la stragrande maggioranza dei siti internet è scritta in inglese.<br />
Certo, esistono molteplici modi per tradurli, anche per intero, senza fatica, ma se invece volessimo migliorare il nostro inglese (pronuncia compresa) al posto di leggere testi mal tradotti?<br />
<span id="more-70"></span></p>
<p>Se siete completamente digiuni di inglese, questo articolo non fa proprio per voi, imparare da zero una nuova lingua non è facile e in questo caso il consiglio è di non perdere tempo ed iscriversi quanto prima ad un corso: non rimanete tagliati fuori.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi comunque è quasi impossibile che non abbiate studiato un po&#8217; di inglese, inoltre, se siete capitati qui, è perché in qualche modo vi piace spulciare il web alla ricerca di buone letture, no?<br />
E questo, unito ad un po&#8217; di impegno e tenacia, potrebbe farvi ottenere risultati insperati.</p>
<p>Presto vi ritroverete a leggere agevolmente <em>fette</em> di testo sempre più lunghe ed articolate senza bisogno di aiuti: in parole povere, imparerete l&#8217;inglese.</p>
<h3>Gli strumenti</h3>
<ul>
<li>Firefox (e che ve lo dico a fare?)</li>
<li><a href="http://www.wordreference.com/enit/" target="_blank">Wordreference.com EN->IT</a></li>
<li><a href="http://www.wordreference.com/iten/" target="_blank">Wordreference.com IT->EN</a></li>
<li><a href="http://howjsay.com" target="_blank">howjsay.com</a></li>
</ul>
<p>Per maggiore comodità, andiamo alla pagina principale del progetto <a href="http://mycroft.mozdev.org/" target="_blank">mycroft</a>, cerchiamo e quindi installiamo (basta un click) i plugin per la barra di ricerca che ho appena menzionato.<br />
Mi piacerebbe darvi i link diretti, ma purtroppo non è possibile: una volta trovati i plugin cliccandoci sopra si avvia un javascript che li installerà nella barra di ricerca di Firefox.</p>
<h3>Come fare</h3>
<p>Ora abbiamo a portata di click un vocabolario italiano-inglese, uno inglese-italiano e dulcis in fundo, un <em>istruttore</em> di pronuncia!<br />
Quando troviamo un sito interessante, usiamo Wordreference.com per cercare non solo i singoli vocaboli, ma anche frasi o gruppi di parole.<br />
Il contesto in cui incontriamo nuovi vocaboli o locuzioni ci aiuterà col tempo a fissarne l&#8217;uso oltre al significato.<br />
In caso non si trovi una traduzione immediata, verremo comunque rimandati a discussioni nelle quali compaiono i termini che abbiamo ricercato, dove persone vere potranno aiutarci.</p>
<blockquote><p>Proviamo a leggere ad alta voce</p></blockquote>
<p>All&#8217;inizio saremo impacciati, ma la pronuncia si impara solo con la pratica. In ogni caso se non siamo sicuri di come pronunciare qualche termine, ascoltiamo cosa dice howjsay.com e ripetiamo.<br />
Mi raccomando: ad alta voce!<br />
Dobbiamo ascoltarci e verificare che la nostra pronuncia sia esatta confrontandola con quella di howjsay.com<br />
Quanti di voi ad esempio pronunciano correttamente <em>development</em>?</p>
<blockquote><p>Abbiate fiducia e tenete duro</p></blockquote>
<p>All&#8217;inizio sarà faticoso, lo so bene, ma i risultati non tarderanno ad arrivare. Presto prenderete coraggio ed inizierete chessò a inviare commenti in inglese, ma la cosa più sensazionale sarà ritrovarvi a <em>pensare</em> in inglese!<br />
Se avete scoperto metodi diversi, o usate strumenti diversi non esitate a commentare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mail Notification: voglio il supporto ad SSL!</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Dec 2007 18:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[compilare]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[mail-notification]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl/</guid>
		<description><![CDATA[Non so per quale strano motivo, ma il pacchetto di Mail Notification presente nei repository di Ubuntu 7.10 è stato compilato senza supporto al protocollo SSL. Alzino la mano tutti quelli, come me, che utilizzano questo pacchetto e che magari &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/mail-notification-voglio-il-supporto-ad-ssl">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/30/mail-notification_shot.png" title="Mail Notification"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/30/mail-notification_shot.png" alt="Mail Notification" /></p>
<p></a>Non so per quale strano motivo, ma il pacchetto di Mail Notification presente nei repository di Ubuntu 7.10 è stato compilato senza supporto al protocollo SSL.</p>
<p>Alzino la mano tutti quelli, come me, che utilizzano questo pacchetto e che magari hanno delle caselle di posta (tipo quella di Poste Italiane) che utilizza questo protocollo (ottimo tra l&#8217;altro, visto che consente la comunicazione criptata).</p>
<p>Ma non c&#8217;è da preoccuparsi, ci basterà seguire pochi semplici passi per ricompilare l&#8217;applicazione con i parametri &#8220;giusti&#8221; e riavere tutte le funzionalità di cui abbiamo bisogno.</p>
<p>E&#8217; solo uno dei tanti vantaggi di usare Linux :)</p>
<p><span id="more-62"></span></p>
<h3>1. Installare gli strumenti per la compilazione</h3>
<p>Semplice come aprire un terminale e digitare<br />
<code>sudo apt-get install devscripts dh-make make build-essential fakeroot</code></p>
<p>Consiglio anche di creare una cartella /temp nella propria /home e posizionarci all&#8217;interno<br />
<code>mkdir  ~/temp<br />
cd  ~/temp</code></p>
<h3>2. Installare il sorgente e le dipendenze per mail-notification</h3>
<p>Prima di procedere assicuriamoci di aver abilitato i repository dei sorgenti.</p>
<p>Nel menu di Gnome andiamo in <em>Sistema -&gt; Amministrazione -&gt; Sorgenti Software</em> e abilitiamo la casella di controllo <em>Codice Sorgente. </em>Oppure possiamo aprire <em>/etc/apt/sources.list</em> e decommentare quelle righe che iniziano con <em>deb-src.</em></p>
<p>Infine torniamo al terminale e scarichiamo i sorgenti (dovrebbero andare a finire nella famosa /temp)<br />
<code>apt-get source mail-notification</code><br />
Occhio ad <em>apt</em> che per i sorgenti <strong>non</strong> viene utilizzato con <em>sudo</em>. Ora scarichiamo le dipendenze per la compilazione<br />
<code>sudo apt-get build-dep mail-notification</code><br />
e la libreria libssl-dev che non è compresa nelle dipendenze di compilazione, proprio perchè consente di attivare il supporto ad SSL<br />
<code>sudo apt-get install libssl-dev</code></p>
<h3>3. Modificare le regole di compilazione</h3>
<p>Entriamo nella directory dei sorgenti<br />
<code>cd mail-notification-4.1.dfsg.1</code></p>
<p>Modifichiamo le regole di compilazione<br />
<code>gedit debian/rules</code></p>
<p>Cerchiamo nel file la stringa &#8211;disable-ssl (dovrebbe trovarsi nella linea 11) ed eliminiamola, salviamo e ritorniamo al terminale.</p>
<h3>4. Ricompilare i sorgenti</h3>
<p>Dovremmo ora trovarci nella directory ~/temp/mail-notification-4.1.dfsg.1. Se così non fosse facciamo in modo di posizionarci lì con il terminale e avviamo la compilazione<br />
<code>dpkg-buildpackage -rfakeroot</code></p>
<h3>5. Sostituire il file binario vecchio con quello appena compilato</h3>
<p>Ora facciamo una cosa un po&#8217; sporca :P non installiamo regolarmente il pacchetto appena compilato, ma sovrascriviamo semplicemente il binario vecchio con quello nuovo<br />
<code>sudo cp debian/mail-notification/usr/bin/mail-notification /usr/bin/mail-notification</code></p>
<h4>Perchè?</h4>
<p>Questione di semplicità. In questo caso era possibile farlo e non è stato necessario andare a creare un intero pacchetto da capo con le varie difficoltà annesse (dipendenze, percorso di installazione, versione etc.).</p>
<p>Inoltre così facendo riceveremmo normalmente eventuali aggiornamenti e se per caso qualcosa fosse andato storto potremmo semplicemente reinstallare mail-notification dai repository per riaverlo come prima.</p>
<p>Spero di esservi stato utile&#8230; alla prossima!</p>
<p>Stay tuned!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Web design con la mia Ubuntu</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 16:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Opensource]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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		<category><![CDATA[inkscape]]></category>
		<category><![CDATA[kompozer]]></category>
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		<category><![CDATA[php]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/web-design-con-la-mia-ubuntu/</guid>
		<description><![CDATA[Non è un mistero (o forse non lo sarà più tra poco) che tra le mie passioni è fortemente presente quella per il webdesign. Come molti là fuori, ho imparato a masticare un po&#8217; di HTML utilizzando l&#8217;ottimo (ma non &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/web-design-con-la-mia-ubuntu">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="foto" src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/12/29/mockup.jpg" alt="mockup.jpg" /></p>
<p>Non è un mistero (o forse non lo sarà più tra poco) che tra le mie passioni è fortemente presente quella per il webdesign.<br />
Come molti là fuori, ho imparato a masticare un po&#8217; di HTML utilizzando l&#8217;ottimo (ma non troppo) Macromedia Dreamweaver MX.</p>
<p>Sicuramente per un web designer professionista prodotti come quello sono ottimi, presentano però un grosso difetto:<br />
provocano assuefazione! :P</p>
<p>Ci si abitua troppo facilmente a lavorare come il software impone, e il risultato è che appena ci si sposta su un altro software non si nota altro che la mancanza di questa o quella feature.<br />
Senza contare il fatto che molti millantano di essere professionisti e poi, dopo una rapida occhiata al codice noti un sacco di markup inutile, javascript che fanno cose da css, o altri obbrobri del genere.<br />
Ma queste cose nell&#8217;era del Web 2.0 sono superate&#8230; o no?</p>
<p>Il problema principale per chi, come me, produce siti web per passione (è un hobby che mi piace paragonare al modellismo o al bricolage) è <strong>il costo</strong> di un&#8217;applicazione del genere.<br />
Non voglio neanche prendere in considerazione l&#8217;idea di utilizzare software pirata:<br />
è una questione di principio, correttezza e coerenza.<br />
Se esiste un&#8217;alternativa libera e soprattutto opensource, non devo usare quel software.</p>
<p>Se troppa gente si ostina ad utilizzare certi software (sistemi operativi compresi) è proprio a causa della facilità con cui se ne possono reperire i crack, ma il risultato è di non essere più liberi di utilizzare il proprio PC come si desidera.</p>
<p>Ma torniamo a noi:<br />
Cosa mi serve per fare del buon web design?</p>
<blockquote><p>un editor di testo!</p></blockquote>
<p>direbbe qualcuno, ma non voglio essere così estremista.</p>
<p>Dal momento che, per me, smanettare con le pagine web è prima di tutto un piacere, è logico sfruttare quelle piccole grandi comodità che il mondo opensource può offrire.</p>
<p>Ecco la mia <em>cassetta degli attrezzi</em>:</p>
<ol>
<li>Editor WYSIWYG: <a href="http://www.kompozer.net/" title="Kompozer home page" target="_blank">Kompozer</a></li>
<li>Editor CSS: <a href="http://cssed.sourceforge.net/" title="Cssed home page" target="_blank">Cssed</a></li>
<li>Editor PHP: <a href="http://geany.uvena.de/" title="Geany home page" target="_blank">Geany</a></li>
<li>Editor di immagini: <a href="http://gimp.linux.it/www/" target="_blank" title="Gimp Italia home page">GIMP</a> e <a href="http://www.inkscape.org/" title="Inkscape home page" target="_blank">Inkscape</a> (ovviamente :P )</li>
<li>Scelta colori: <a href="http://home.gna.org/colorscheme/" target="_blank" title="Agave home page">Agave</a></li>
<li>Test browser: <a href="http://www.mozilla.com/en-US/firefox/" title="Firefox home page" target="_blank">Firefox</a> (con <a href="http://chrispederick.com/work/web-developer/" title="Web Developer Toolbar Home" target="_blank">Web Developer Toolbar</a> e <a href="http://www.getfirebug.com/" title="Firebug home page" target="_blank">Firebug</a>), <a href="http://www.gnome.org/projects/epiphany/" title="Epiphany home page" target="_blank">Epiphany</a>, <a href="http://www.opera.com/" title="Opera home page" target="_blank">Opera</a>, <a href="http://www.tatanka.com.br/ies4linux/page/Main_Page" title="IEs4Linux home page" target="_blank">Internet Explorer</a> (il link porta a IEs4Linux, vedi anche <a href="http://theopenspring.com/how-tomicrosoft-internet-explorer-su-ubuntu-feisty/" target="_blank">questo post</a>), <a href="http://lynx.isc.org/" title="Lynx home page" target="_blank">Lynx</a></li>
<li>Server di sviluppo: <a href="http://wiki.ubuntu-it.org/Server/Xampp" title="link al Wiki di Ubuntu riguardante l'installazione di un server XAMPP" target="_blank">Apache + PHP + Mysql</a></li>
<li>Carta e penna :P</li>
</ol>
<p>A questi bisogna comunque aggiungere&#8230; il World Wide Web!</p>
<p>Esatto, su internet è possibile trovare ogni sorta di aiuto che potrebbe rendersi necessario all&#8217;occorrenza, dal più semplice dei generatori di Lorem Ipsum a Google Web Analyzer senza contare gli spunti e i suggerimenti dei guru del webdesign.</p>
<p>E voi? Che programmi utilizzate per produrre le vostre pagine web?</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>18</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Java SDK update3 sotto Compiz ORA!</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 22:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[compiz]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[java]]></category>
		<category><![CDATA[jdk]]></category>
		<category><![CDATA[netbeans]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora/</guid>
		<description><![CDATA[Ciao a tutti. Qualcuno probabilmente mi aveva dato per morto, ma purtroppo o per fortuna, sono ancora qui. Ho avuto molto da fare in questi giorni, ma nonostante tutto sono riuscito ad incasinarmi per l&#8217;ennesima volta con le mie stesse &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti.<br />
Qualcuno probabilmente mi aveva dato per morto, ma purtroppo o per fortuna, sono ancora qui.<br />
Ho avuto molto da fare in questi giorni, ma nonostante tutto sono riuscito ad incasinarmi per l&#8217;ennesima volta con le mie stesse mani&#8230;</p>
<p>I programmatori <strong>veri</strong> a questo punto sono invitati a non proseguire nella lettura, sto per elencare una serie di stupidaggini che potrebbero offenderli anche se non è mia intenzione farlo :P</p>
<p>Tutto iniziò in una giornata di pioggia, ero a lavoro e nella pausa pranzo mi sono trovato &#8220;per caso&#8221; sul sito di <a href="http://www.netbeans.org/">Netbeans</a>.<br />
OOOOOOOOH! 8-)<br />
Ho dato un&#8217;occhiata ai tutorial e mi sono fatto prendere dall&#8217;entusiasmo, sembrava che chiunque in grado di muovere un mouse potesse creare senza scrivere una riga di codice una bella applicazione java con tanto di finestrelle e bottoni.<br />
Premetto che la programmazione sta a me come il fai-da-te starebbe ad un notaio: in parole povere per me è un hobby e per quanto possano fare schifo le mie opere avranno sempre un posto d&#8217;onore :P</p>
<p>Comunque dopo averlo guardato più che provato a lavoro, sono corso subito a casa a installarlo sulla mia Ubuntu (&#8230; no uso ancora Feisty)</p>
<p>Noooooooo!<br />
Vi è mai capitato di avviare un&#8217;applicazione Java mentre sta girando Compiz e vedere la finestra tutta bianca?<br />
Beh con Netbeans (installato dai repository) è successo&#8230;<br />
Dopo una rapida googleggiata ho scoperto che era un problema noto e risolto nell&#8217;update 2 dell&#8217;ultimo Java Runtime Enviroment.<br />
Vado a fare un giro in casa Sun e vedo che siamo già all&#8217;update 3, mentre Ubuntu sembra non smuoversi dall&#8217; update 1&#8230;<br />
Certo potrei stoppare compiz e usare Netbeans lo stesso, ma a me le cose semplici non piacciono per niente e così decido di trovare il sistema per installare l&#8217;ultima versione di Java al posto di quella dei repo e visto che ci sono mi scarico anche il nuovo Netbeans che non fa mai male&#8230;</p>
<p>Ma ora bando alle ciance e passiamo all&#8217;how-to vero e proprio.</p>
<blockquote><p>@edit: Per conservare il pacchetto ufficiale rilasciato nei repository di Ubuntu, esiste un metodo di installazione alternativo che consiste nell&#8217;installare il Jre o il Jdk in una directory (solitamente /opt) per conservare intatto il pacchetto ufficiale e poter beneficiare degli aggiornamenti automatici.</p></blockquote>
<h3>1. Scaricare JDK update 3</h3>
<p><a href="http://java.sun.com/javase/downloads/index.jsp">http://java.sun.com/javase/downloads/index.jsp</a><br />
Scegliete il pacchetto per Linux (ovviamente) autoestraente (non l&#8217;RPM)<br />
<strong>jdk-6u3-linux-i586.bin</strong></p>
<h3>2. Installate fakeroot e java-package</h3>
<p><code>sudo apt-get install fakeroot java-package</code><br />
Quest&#8217;ultimo è una serie di script fatti apposta per pacchettizzare le varie JRE o JDK per debian, ma al momento in cui scrivo tale pacchetto non è ancora aggiornato per funzionare con l&#8217;ultima versione di java e bisognerà fare un piccolo hack per renderlo utile al nostro scopo.</p>
<h3>3. Modifica (eventuale) degli script di java-package</h3>
<p><code>cd /usr/share/java-package<br />
ls</code></p>
<p>Controlliamo se nell&#8217;output è presente la directory<br />
<code>sun-j2sdk1.6</code><br />
se c&#8217;è, vuol dire che nel frattempo hanno aggiornato java-package e possiamo tranquillamente saltare al punto 4</p>
<p>Se non c&#8217;è la creiamo copiando sun-j2sdk1.5<br />
<code>sudo cp sun-j2sdk1.5 sun-j2sdk1.6</code><br />
Entriamo nella directory appena creata e modifichiamo i due file install.sh e sun-j2sdk.sh</p>
<p><code>cd sun-j2sdk1.6<br />
sudo gedit install.sh</code><br />
In questo script va cambiata solamente la prima riga. Deve essere così:<br />
<code>suffix=j2sdk1.6-sun</code><br />
Salviamo e chiudiamo.<br />
<code>sudo gedit sun-j2sdk.sh</code><br />
Nella prima sezione noterete un blocco che inizia con<br />
<code>case case "${DEB_BUILD_ARCH:-$DEB_BUILD_GNU_TYPE}" in ...</code><br />
alla fine di quel blocco (prima della parola <strong>esac</strong>)<br />
aggiungete queste righe:<br />
<code>"jdk-6u3-linux-i586.bin")   #Tra virgolette il nome del file scaricato dal sito della Sun<br />
j2se_version=1.6<br />
j2se_expected_min_size=130<br />
found=true<br />
;;<br />
</code><br />
Salvate e chiudete.</p>
<h3>4. Pacchettizziamo la JDK</h3>
<p>Ora che i nostri script sono pronti possiamo tornare alla nostra home o altra directory in cui abbiamo scaricato la JDK e pacchettizzarla<br />
<code>fakeroot make-jpkg jdk-6u3-linux-i586.bin</code><br />
Accettiamo la licenza e lasciamo che si crei il pacchetto .deb nella directory attuale</p>
<h3>5. Disinstalliamo i vecchi pacchetti Java (se c&#8217;erano)</h3>
<p><code>sudo apt-get remove sun-java6-*</code></p>
<h3>6. Installiamo la JDK</h3>
<p><code>sudo dpkg -i  sun-j2sdk1.6_1.6_i386.deb </code></p>
<h3>7. Aggiustiamo le variabili d&#8217;ambiente per Java</h3>
<p><code>sudo gedit /etc/enviroment</code><br />
Il file dovrà apparire così:<br />
<code>PATH=".:/usr/lib/j2sdk1.6-sun/bin:/usr/local/sbin:/usr/local/bin:/usr/sbin:/usr/bin:/sbin:/bin:/usr/games"<br />
LANG="it_IT.UTF-8"<br />
JAVA_HOME="/usr/lib/j2sdk1.6-sun"<br />
CLASSPATH="/usr/lib/j2sdk1.6-sun/lib:/usr/lib/j2sdk1.6-sun/classes"<br />
LANGUAGE="it_IT:it:en_GB:en"</code></p>
<h3>8. Dulcis in fundo&#8230; il plugin per firefox!</h3>
<p><code>sudo ln -sf /usr/lib/j2sdk1.6-sun/jre/plugin/i386/ns7/libjavaplugin_oji.so /usr/lib/firefox/libjavaplugin_oji.so</code></p>
<p>Ce la siamo&#8230; ehm, abbiamo fatta! (spero)</p>
<h3>Verifica&#8230; he he he</h3>
<p>Andiamo a <a href="http://www.java.com/it/download/help/testvm.xml">questo link</a> per eseguire il test della jvm.<br />
Se vi appare il coso che balla e la scritta &#8220;Congratulations&#8230;&#8221; significa che tutto è andato a buon fine :)</p>
<p>Ora possiamo goderci delle chicche del calibro di <a href="http://www.netbeans.org/community/releases/60/index.html">Netbeans 6.0 Beta2</a> senza dover disattivare Compiz!<br />
<a href="http://theopenspring.com/how-to-java-sdk-update3-sotto-compiz-ora/netbeans-compiz-fusion-su-ubuntu-704-feisty-fawn/" rel="attachment wp-att-48" title="Netbeans + Compiz-Fusion su Ubuntu 7.04 Feisty Fawn"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/11/05/netbeans.png" alt="Netbeans + Compiz-Fusion su Ubuntu 7.04 Feisty Fawn" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rendere definitive le opzioni per /dev/shm</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/how-to-rendere-definitive-le-opzioni-per-devshm</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/how-to-rendere-definitive-le-opzioni-per-devshm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 20:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[how-to]]></category>
		<category><![CDATA[qemu]]></category>
		<category><![CDATA[shm]]></category>
		<category><![CDATA[tmpfs]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione!Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/ Ho notato che utilizzando qemu è abbastanza comune l&#8217;errore qui riportato e di cui ho &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/how-to-rendere-definitive-le-opzioni-per-devshm">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="warning"><strong>Attenzione!</strong>Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: <a href="http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/">http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/</a></p>
<p>Ho notato che utilizzando qemu è abbastanza comune l&#8217;errore qui riportato e di cui ho <a href="http://theopenspring.com/qemu-integrazione-allhow-to/" target="_blank">già avuto modo di parlare.</a><br />
<a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" title="Suggerimenti Qemu"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" title="Suggerimenti Qemu"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" alt="Suggerimenti Qemu" width="300" /></a></p>
<p>Spesso e volentieri cerchiamo di virtualizzare macchine che hanno bisogno di molta memoria, per poter utilizzare sistemi operativi recenti.</p>
<p>Onde evitare di avere ad ogni riavvio del sistema il problema di /dev/shm troppo piccolo, possiamo rendere definitive le opzioni che ci suggerisce qemu aggiungendo una riga al file /etc/fstab.</p>
<p>Se guardate la parte evidenziata nella figura qui sopra, noterete una riga che dice che per emulare 384 Mb di ram bisogna assegnare a /dev/shm 400 Mb.</p>
<p>Prendete nota della risposta e aprite /etc/fstab&#8230; anzi no fatene prima un backup (non si sa mai)<br />
<code>sudo cp /etc/fstab /etc/fstab.bak</code><br />
<code>sudo gedit /etc/fstab</code><br />
Troverete una specie di tabella in cui ogni riga (occhio ai ritorni a capo per le righe troppo lunghe) è una voce relativa ad un supporto o filesystem usato dal sistema (ci sono ottime guide che spiegano meglio &#8216;sta cosa, ve ne linko <a href="http://linux.p2pforum.it/wiki/Guida_a_FSTAB" title="Guida a fstab" target="_blank">una</a>).</p>
<p>Cercate (se c&#8217;è) la riga che inizia con &#8220;shm&#8221;, sulla mia ubuntu non c&#8217;era, evidentemente il sistema di installazione non ha ritenuto necessario inserirla, quindi ho dovuto aggiungerla io.<br />
Ad ogni modo quella riga deve essere così<br />
<code>shm /dev/shm tmpfs rw,size=400m 0 0</code><br />
<strong>Attenzione! </strong>La riga è composta così:</p>
<p>Nome del filesystem (shm) <strong>[spazio]</strong> punto di mount (/dev/shm) <strong>[spazio]</strong> tipo di filesystem (tmpfs) <strong>[spazio]</strong> opzioni separate da virgola (rw,size=400m) <strong>[spazio]</strong> zero <strong>[spazio]</strong> zero.</p>
<p>No non penso che non sappiate leggere, è solo che fstab, in quanto file di configurazione ha una sua precisa sintassi, se doveste per sbaglio (capita&#8230; anche a me :P) inserire uno spazio nel posto sbagliato, la riga verrebbe ignorata e potreste poi perderci le notti a cercare di capire il problema oppure più semplicemente potreste inveire nei miei confronti (e questo sarebbe un vero problema).</p>
<p>Fatto questo facciamo una prova, montiamo /dev/shm con le sue opzioni di default (cioè quelle che abbiamo imposto noi pocanzi) e controlliamo l&#8217;output (cfr. punto 3 di <a href="http://theopenspring.com/qemu-integrazione-allhow-to/">questo articolo</a>)<br />
<code>sudo umount /dev/shm</code><br />
<code>sudo mount -v /dev/shm</code><br />
Con l&#8217;opzione -v chiediamo a mount di essere chiacchierone e se abbiamo fatto le cose per bene dovremmo avere un output tipo questo<br />
<code>shm on /dev/shm type tmpfs (rw,size=400m)</code><br />
Questo ci conferma (visto che non abbiamo specificato nulla nel comando mount) che per default shm sarà montato su /dev/shm, con filesystem tmpfs, in lettura e scrittura, ma soprattutto con una dimensione di 400 Mb. Stessa cosa succederà da ora ad ogni riavvio del sistema.</p>
<p>And that&#8217;s all, folks!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Qemu: integrazione all&#8217;how-to.</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-integrazione-allhow-to</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/qemu-integrazione-allhow-to#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2007 21:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://theopenspring.com/?p=27</guid>
		<description><![CDATA[Attenzione!Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/ Ecco una piccola raccolta di suggerimenti e integrazioni che possono tornare utili nel caso abbiate &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/qemu-integrazione-allhow-to">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="warning"><strong>Attenzione!</strong>Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: <a href="http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/">http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/</a></p>
<p>Ecco una piccola raccolta di suggerimenti e integrazioni che possono tornare utili nel caso abbiate provatro a seguire la &#8220;mia&#8221; guida (ho solo tradotto e &#8220;arricchito&#8221; un po&#8217;).</p>
<h3>1. GUI per Qemu</h3>
<p>Se proprio vi sta antipatico il terminale&#8230; tornate a Windows ;)<br />
Scherzo,  non siete in pochi a desiderare un front-end grafico per qualsiasi cosa, tant&#8217;è che qualcuno ha già pensato a creare una GUI per Qemu.<br />
<a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/16/qemu-launcher.jpg" title="Qemu Launcher"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/16/qemu-launcher.jpg" title="Qemu Launcher"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/16/qemu-launcher.jpg" alt="Qemu Launcher" width="400" /></a></p>
<p>Si chiama <a href="http://projects.wanderings.us/qemu_launcher" title="Homepage del progetto qemu-launcher" target="_blank">Qemu Launcher</a>, ma a dispetto del nome permette non solo di lanciare una VM, ma permette anche di creare le varie unità virtuali (l&#8217;immagine dell&#8217;hard disk o dei floppy per intenderci), di impostare praticamente tutti i parametri della VM ed eventualmente salvarli in modo da poter gestire diverse VM senza troppi grattacapi.</p>
<p>Per installarlo è sufficiente digitare da terminale<br />
<code>sudo apt-get install qemu-launcher</code></p>
<p>ma sicuramente preferite usare synaptics :P  cercate allora il pacchetto qemu-launcher e installatelo!</p>
<h3>2. Permessi e proprietari</h3>
<p>Se linux è considerato &#8220;sicuro&#8221;, &#8220;virus-free&#8221; etc etc. è, in parte, grazie alla sua profonda integrazione di un sistema di permessi che, se da una parte può sembrare noioso e rompiballe, dall&#8217;altra ci permette di lavorare in tutta tranquillità senza la minima preoccupazione per l&#8217;integrità del nostro sistema o per i dati di altri utenti.</p>
<p>La mia guida è stata scritta ipotizzando che l&#8217;utente che la segue sia poi quello che utilizzerà qemu, si è sottinteso che i file utilizzati in scrittura dalla VM fossero quindi nella home dell&#8217;utente in questione.</p>
<p>Nel 90% dei casi l&#8217;impossibilità di scrivere o leggere un file, da parte della VM, è a causa dei permessi o del proprietario.<br />
Studiateli, cercate di comprenderli, ogni tanto provate a controllare (con un bel ls -l nomefile, o tramite il nostro file manager preferito) che permessi ha questo o quel file.</p>
<p>Se non assimilate bene questi concetti, rischiate di fare pasticci.</p>
<p>Ad esempio se doveste usare un &#8220;sudo&#8221; di troppo potreste ritrovarvi con qualche file appartenente a &#8220;root&#8221; nella vostra home col risultato che l&#8217;applicazione che deve usarlo potrebbe non avere i permessi adatti.</p>
<h3>3. Attenzione all&#8217;output</h3>
<p>In generale i programmi opensource, cercano di essere il meno possibile criptici quando segnalano un errore.</p>
<p>E il mio consiglio in caso di errore (che vale sempre, non solo per qemu) è:</p>
<ol>
<li>leggere l&#8217;output</li>
<li>eventualmente vedere se esiste una modalità &#8220;verbose&#8221; con descrizione più dettagliata</li>
<li>se ancora la cosa rimane incomprensibile, cercare sul web se qualcuno ha già avuto lo stesso problema</li>
<li>chiedere direttamente</li>
</ol>
<p>Se si lavora in questo modo, non solo si giunge più in fretta alla soluzione (se chiedete direttamente senza essere passati dagli altri punti rischiate di avere come risposte delle domande&#8230;) ma in più si impara a diventare autosufficienti e si impara effettivamente ad utilizzare i programmi su cui stiamo lavorando.</p>
<p>Addirittura Qemu (anzi è il modulo kqemu a segnalare l&#8217;errore) nel caso non abbia sufficiente &#8220;shared memory&#8221; non solo ci dice cosa è successo, ma ci suggerisce la soluzione!<a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" title="Suggerimenti Qemu"></a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" title="Suggerimenti Qemu"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/18/suggerimenti.jpg" alt="Suggerimenti Qemu" width="400" /></a></p>
<p>In questo caso kqemu mi ha avvisato della insufficienza di shared memory e mi ha suggerito i comandi da inserire per ovviare al problema.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Virtualizzare con Ubuntu Feisty: niente di più facile!</title>
		<link>http://theopenspring.com/lang/en/virtualizzare-ubuntu-feisty</link>
		<comments>http://theopenspring.com/lang/en/virtualizzare-ubuntu-feisty#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Sep 2007 21:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[guide]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
		<category><![CDATA[P]]></category>

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		<description><![CDATA[Attenzione!Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/ Introduzione Ho trovato questa guida in inglese sul wiki di ubuntu, l&#8217;ho provata e funziona &#8230; <a href="http://theopenspring.com/lang/en/virtualizzare-ubuntu-feisty">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="warning"><strong>Attenzione!</strong>Le informazioni in questa pagina sono state revisionate ed incluse in un nuovo post. Potete leggere e commentare la guida aggiornata seguendo questo link: <a href="http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/">http://theopenspring.com/qemu-gutsy-feisty/</a></p>
<h3>Introduzione</h3>
<p><a href="http://theopenspring.com/virtualizzare-ubuntu-feisty/schermata-di-qemu/" rel="attachment wp-att-41" title="Schermata di Qemu"><img src="http://theopenspring.com/wp-content/uploads/2007/09/11/primoriavvio.jpg" alt="Schermata di Qemu" align="middle" width="400" /></a></p>
<p>Ho trovato <a href="https://help.ubuntu.com/community/WindowsXPUnderQemuHowTo" title="how to" target="_blank">questa guida</a> in inglese sul wiki di ubuntu, l&#8217;ho provata e funziona tutto al primo colpo.</p>
<p>La trovo molto ben fatta e immediata: mi meraviglia il fatto che nessuno si sia ancora preoccupato di tradurla, perciò ci penso io!</p>
<p>La guida linkata si riferisce specificamente all&#8217;installazione di Windows XP, ma nessuno ci impedisce di installare qualsiasi altro sistema opeartivo sulla nostra macchina virtuale, ci sono inoltre alcuni piccoli cambiamenti che ho apportato e testato io.<br />
Mi spiace solo non potervi assicurare la riuscita del tutto poichè non ho la possibilità di provare su diversi PC. Gradirei per l&#8217;appunto che mi segnalaste la riuscita o meno dell&#8217;&#8221;impresa&#8221;.</p>
<p>Per prima cosa potete verificare se il vostro hardware supporta la Kernel Virtualization, pertanto da terminale digitate:<br />
<code>grep -E '^flags.*(vmx&#124;svm)' /proc/cpuinfo</code><br />
<span id="more-25"></span></p>
<p>Nel caso riceveste qualche risultato in risposta potete prendere in considerazione <a href="https://help.ubuntu.com/community/KVM" title="kernel virtualization module">questa ipotesi</a> (link ), nel mio caso non ho avuto risultati, ma andiamo avanti per la nostra strada.</p>
<h3>Installazione di Qemu + kqemu</h3>
<p>Qemu (versione 0.8.2) si trova comodamente nei repository di Ubuntu ed è il programma principale. Kqemu invece è un acceleratore per qemu, rende le macchine virtualizzate decisamente più veloci e utilizzabili. L&#8217;inghippo sta nel fatto che va compilato e installato, ma per questo ricorriamo all&#8217;aiuto di <strong>module-assistant</strong>.</p>
<p>Armiamoci di Terminale e installiamo il necessario:<br />
<code>sudo apt-get install qemu kqemu-source module-assistant</code><br />
Compiliamo kqemu:<br />
<code>sudo module-assistant prepare</code><br />
<code>sudo module-assistant auto-install kqemu</code><br />
Ora dobbiamo istruire udev per creare il nodo /dev/kqemu al caricamento di kqemu, perciò creiamo il file /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules:<br />
<code>sudo nano /etc/udev/rules.d/60-kqemu.rules</code><br />
scriviamo questa riga:<br />
<code>KERNEL=="kqemu", NAME="%k", MODE="0660", GROUP="kqemu"</code><br />
Salviamo e chiudiamo il file.<br />
Ora dobbiamo modificare il file /etc/modprobe.d/kqemu<br />
<code>sudo nano /etc/modprobe.d/kqemu</code><br />
deve contenere questa riga:<br />
<code>options kqemu major=0</code><br />
di solito trovate quel valore impostato a 250 e si tratterà solo di cambiare quello.</p>
<p>Ci siamo quasi, ora dobbiamo rendere kqemu utilizzabile dai normali utenti del sistema</p>
<p><code>sudo addgroup --system kqemu</code><br />
<code>sudo adduser $USER kqemu</code></p>
<p>Con questi due comandi abbiamo creato un gruppo chiamato kqemu e inserito l&#8217;utente col quale siamo loggati nel gruppo.<br />
Se voleste aggiungere altri utenti al gruppo kqemu basta sostituire a $USER lo username dell&#8217; utente che vogliamo.</p>
<p>Prima di andare avanti è opportuno aggiornare le variabili d&#8217;ambiente, il modo più semplice è terminare la sessione e rifare il login.</p>
<p>Se dovessimo ricevere questo messaggio d&#8217;errore<br />
<code>Could not open '/dev/kqemu' - QEMU acceleration layer not activated</code><br />
dobbiamo verificare innanzitutto che il nostro utente appartenga al gruppo kqemu, pertanto da terminale<br />
<code>groups</code><br />
tra i vari gruppi a cui siamo associati deve esserci kqemu ed eventualmente rivedere i passi precedenti.</p>
<p>Ora possiamo provare a caricare manualmente il modulo del kernel kqemu<br />
<code>sudo modprobe kqemu</code><br />
Se non riceviamo messaggi d&#8217;errore è perchè non ci sono stati problemi quindi possiamo procedere all&#8217;avvio vero e proprio di qemu.</p>
<p>Prima di iniziare la parte divertente della guida vi do un ultimo suggerimento.<br />
Se prevedete di usare spesso qemu per &#8220;giocare&#8221; con varie macchine virtuali, potete caricare il modulo kqemu all&#8217;avvio del sistema semplicemente aprendo il file /etc/modules<br />
<code>sudo nano /etc/modules</code><br />
e aggiungendo la voce<br />
<code>kqemu</code></p>
<h3>Uso di qemu</h3>
<p>Bene ora che il nostro PC è pronto ad &#8220;ospitarne&#8221; un altro possiamo provare a creare una nuova macchina virtuale.<br />
Per questo esempio proverò a installare Windows XP pertanto mi serviranno circa 5 Gb di hard disk (per stare un pelino larghi).<br />
<code>qemu-img create -f qcow winxp.img 5G</code><br />
Con questo comando abbiamo creato l&#8217;hard disk virtuale. L&#8217;immagine così creata non sarà utilizzabile &#8220;dall&#8217;esterno&#8221; ma sarà di dimensioni ridotte e ridimensionabile. Se avete necessità di montare l&#8217;immagine del SO ospitato senza avviare la macchina virtuale corrispondente potete usare un&#8217;immagine di tipo raw vi basterà omettere l&#8217;opzione &#8220;-f qcow&#8221;, ma occuperà tutta la dimensione specificata e non sarà ridimensionabile.</p>
<p>Potrebbero sorgere problemi di accesso in scrittura all&#8217;immagine della VM (=Virtual Machine).<br />
Per ovviare a ciò assicuriamoci che tale file abbia i permessi adatti e appartenga ANCHE al gruppo kqemu.<br />
<code>chmod 660 winxp.img </code><br />
<code>sudo chown $USER:kqemu winxp.img </code></p>
<p>Inseriamo il CD di installazione di Windows e&#8230;</p>
<p><code>qemu -localtime -cdrom /dev/cdrom -m 384 -boot d winxp.img</code></p>
<p>E&#8217; possibile utilizzare anche solo l&#8217;immagine ISO del CD di installazione, avviando la macchina virtuale con<br />
<code>qemu -localtime -cdrom /percorso/alla/iso/nomefile.iso -m 384 -boot d winxp.img</code><br />
ovviamente sostituendo &#8220;/percorso/alla/iso/nomefile.iso&#8221; con il percorso e il nome che fanno al caso nostro.</p>
<p>A volte puo&#8217; succedere che il sistema di installazioen di Windows XP si blocchi. Se vedete che passa troppo tempo senza che l&#8217;installazione sembri andare avanti provate a riavviare la VM, l&#8217;installazione riprenderà dal punto in cui era arrivata. Nel mio caso comunque ha proceduto come se fosse su un PC reale.</p>
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